Sogni dietro le sbarre «Testi belli e potenti nelle storie scritte dai detenuti in cella»

Giunti 62 testi per il concorso che coinvolge 15 istituti italiani Domani Viola Ardone presenta a S. Anna il suo libro



Domani, nel carcere di S. Anna, sarà ospite la scrittrice Viola Ardone per parlare con i detenuti del suo nuovo libro “Il treno dei bambini”, pubblicato da Einaudi. Un incontro che si svolge nell’ambito del premio letterario “Sognalib(e)ro” che intende promuovere, come strumento di riabilitazione, lettura e scrittura nelle carceri, tra cui la Casa Circondariale modenese. La Ardone presenterà il suo libro anche oggi, alle 18, alla Biblioteca Delfini. La sua presenza è particolarmente significativa, domani, nella casa di via S. Anna che è tra 15 istituti scelti dal Ministero della Giustizia, dove sono attivi laboratori creativi: la Casa Circondariale di Torino Lorusso e Cotugno, la Casa di reclusione di Milano Opera, quelle di Pisa, Brindisi, Verona, Saluzzo, Pescara,, Firenze Sollicciano, Napoli, Poggioreale, Sassari, Paola, Ravenna, e quelle femminili di Roma Rebibbia e Pozzuoli, i cui detenuti partecipano al concorso sotto la veste di giurati e di scrittori. La cerimonia di premiazione si svolgerà, il 20 febbraio al Teatro dei Segni, in via S. Giovanni Bosco 150.


È un concorso con due sezioni. Per la Sezione Narrativa italiana, che comprende anche il premio speciale Bper Banca, i detenuti di ogni carcere, aderenti ai gruppi di lettura, costituiscono la giuria popolare per decretare il vincitore tra i tre romanzi: “La straniera” di Claudia Durastanti (Casa di Teseo), “Fedeltà” di Marco Missiroli (Einaudi) e “Le assaggiatrici” di Rossella Postorino (Feltrinelli). Il vincitore indicherà alcuni libri, fondamentali per la sua vita, che saranno donati alle biblioteche delle carceri partecipanti. Per la seconda sezione, quella dell’”inedito”, i detenuti diventano scrittori e a giudicarli sarà una giuria di esperti, presieduta da Bruno Ventavoli, giornalista responsabile dell’inserto Tuttolibri del quotidiano La Stampa, e composta dal disegnatore satirico Makkox, dagli scrittori Barbara Baraldi e Paolo di Paolo, affiancati da Antonio Franchini, editor Giunti.

«Lo spirito è sempre quello dello scorso anno: far leggere e scrivere che è un potentissimo strumento di riflessione e di redenzione. Ma è’ cambiato qualcosa per la scrittura. Lo scorso anno – dice Ventavoli - il tema era di assoluta libertà: ognuno poteva scrivere quello che voleva (romanzo, racconto, poesia). Mi sono reso conto della difficoltà della scrittura perché c’è gente che ha la terza elementare, altri sono extracomunitari e non posseggono la nostra lingua. Allora occorreva un binario su cui incamminarsi. Ed ecco il titolo su cui sono stati indirizzati: “Ho fatto un sogno”. Inteso come sogno durante la notte, o il sogno di una nuova vita, di libertà. Sono arrivati 62 testi. E non sono pochi. Non li ho letti tutti. Ma molti sono belli e potenti, sinceri. C’è dentro la vita vera, la sofferenza, la fatica di stare in carcere. Sono tanti. C’è una giuria e il premio che daremo è simbolico. I testi vengono raccolti in un’antologia della Casa editrice digitale “Il Dondolo” del Comune di Modena. Il primo premio è un riconoscimento. Nel 2019 l’editore Giunti ha fatto un e-book del romanzo che ha vinto il concorso. Adesso non si sa ancora. Potrebbe venir fuori anche un libro cartaceo».

A cura di Ventavoli e del Teatro dei Venti è la serata finale di premiazione a Modena, con la lettura pubblica delle riflessioni e dei commenti dei detenuti che hanno votato i tre libri in concorso, la cerimonia di premiazione dei partecipanti alle due sezioni, la presentazione dello studio scenico sull’Odissea , realizzato dal Teatro dei Venti, con alcuni degli attori detenuti della Casa Circondariale di Modena e della Casa di Reclusione di Castelfraco Emilia.

Il premio è promosso dal Comune di Modena con la direzione generale del Ministero della Giustizia- Dipartimento amministrazione penitenziaria, Giunti Editore , e con il sostegno di Bper Banca anche per questa edizione. —