Modena, 41mila stregati dai “tesori di latta” al S. Carlo

Un successo da record per la mostra prolungata fino al 10 febbraio che propone i giocattoli dell’Ottocento e del Novecento

MODENA. Sono giocattoli che raccontano un mondo che cambia. Nascono dalle mani sapienti di operai impiegati nelle fabbriche tedesche e francesi a cavallo fra l’Ottocento e il Novecento i circa 200 “piccoli tesori di latta” protagonisti della mostra in corso al San Carlo. Nel tempo in cui l’uomo partì alla conquista dell’aria, quando nelle prime gare automobilistiche i mezzi più veloci correvano a meno di 20 km/h, negli anni nei quali migliaia di uomini morirono nella Grande Guerra.

Modena, piccoli tesori di latta: i giochi dei nostri nonni al San Carlo



Si pensi che anche in Italia generazioni di bambini hanno trascorso la loro infanzia rapiti da soldatini costruiti con la pasta, il legno o la carta. Erano fra i pochi giocattoli a disposizione di tutte le tasche.E si ricordi l’impresa dell’aviatore Louis Blériot, che tentò di sorvolare il canale della Manica a bordo di un aereo sul quale aveva montato il piccolo motore di una motocicletta.

"Tesori di latta" a Modena, prorogata la mostra da record dei giocattoli dell'800 e '900



Non ebbe fortuna, una volta sopra il mare il motore divenne bollente ma lo salvò la pioggia e riuscì a raggiungere l’Inghilterra sano e salvo. I giochi collezionati da Marco Zanasi sono lo specchio delle trasformazioni e delle innovazioni che un secolo fa stavano cambiando il modo di vivere dell’uomo. Allora le nuove meraviglie tecnologiche diventarono ispirazione e immagine di giocattoli straordinari e costosissimi, tesori preziosi custoditi dietro vetrine di negozi sulle quali appiccicavano naso e mani i bambini, molti dei quali erano mandati a lavorare fin da piccoli.

Una mostra che da inizio dicembre ha letteralmente stregato i modenesi, richiamando visitatori anche da altre province. Risultato: oltre 41mila persone sono entrate nella chiesa, un numero che ha ben pochi precedenti per Modena. E mostra prorogata fino al 10, con gran finale domenica pomeriggio (vedi a lato) In migliaia sono quindi venuti per vedere questa “macchina del tempo”, così come ha definito la mostra uno dei tanti visitatori che ha lasciato segno del suo passaggio nel libro firme.

Centinaia di dediche di grandi e piccini, coppie, famiglie, turisti italiani e stranieri.

«Mia madre è stata tutto il tempo a dire che si ricordava! Molto bello!”»scrive Maya. “I sogni hanno occhi, orecchi e mani che sanno incuriosire, esaltare ed abbracciare chi crede in loro. Grazie a chi ha creduto, creato e reso condivisibile questa magia” scrive un altro visitatore di cui è difficile interpretare la firma. Sono in tanti a richiamare la dimensione del sogno.

“La possibilità di sognare ad occhi aperti non è mai emozione facile oggi. Questa mostra la dà ed è un privilegio, grazie”, e ancora: “Grazie per averci fatto sognare e ricordare anche quello che non sapevamo”. Per molti una piacevole sorpresa nella quale si sono imbattuti per fortunata circostanza.

“Entrata per caso, mia figlia si è fiondata dentro e io per seguirla mi sono ritrovata in questo posto magico. Assolutamente meravigliosa!”. Una mostra fantastica di “giocattoli antichi per bambini moderni”.

“Un luogo incantato” scrive Noemi proprio nel giorno del suo undicesimo compleanno. Per citarne ancora una, le parole scelte da un nostro vicino bolognese: «Una favola che mai più sentirò, un viaggio sulla slitta volante della fantasia, un silenzio che non potrò mai raccontare ma che porterò sempre con me». —

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