Buon Kom-pleanno. La sorpresa di Zocca «Vasco resta sempre uno di noi Tanti auguri dal tuo paese in salita»

Vasco Rossi con gli amici di sempre, due natali fa al Panoramic di Zocca. Il rocker in questi giorni è a Los Angeles Nel riquadro il messaggio per il 68esimo postato dal rocker su instagram

In giro per Zocca tra amici e compaesani nel giorno della festa della rockstar e in tanti si fermano per inviare gli auguri di Buon compleanno a Vasco Rossi

ZOCCA. Buon compleanno Vasco. Da Irene che a quindici anni nascondeva le scarpe col tacco nei castagneti. Per poi indossarle al riparo dal cipiglio di un padre severo. E su quei tacchi correva da te. O almeno ci provava.

«Era un ragazzo stupendo. Ed io, ai tempi di Punto Radio, me lo mangiavo con gli occhi. Lui neppure mi vedeva. Un ciao…qualche volta».

Buon compleanno Vasco: gli auguri dalla sua Zocca



Sorride Irene, forte della sua criniera bianca, punto esclamativo ad una grinta imperitura da groupie mancata. «I miei non mi lasciavano mai uscire…Perché Vasco non fa costruire una strada cha da Vignola porta diretta a Zocca? Sennò la gente non viene più su». Onnipotente Vasco.

Tanti auguri Vasco: il video del Kom "...Ed è cominciato tutto così"



Eppure “uno di noi”. E allora da buon zocchese, ovunque tu sia, punta lo sguardo sulla tua antica strada. Quella stessa via Mauro Tesi che ti ha visto in fasce.



E che questa notte sfiderà le stelle con lo splendore di un’Albachiara sospesa. È stato Federico Ropa, vicesindaco trentenne, a lanciare al cielo il guanto di sfida. Un regalo per i tuoi 68 anni. Tu annulli la distanza tra le generazioni. Con te si va avanti con il passo veloce di chi ancora non ha raggiunto gli “anta”. E si torna indietro ad ascoltare il passato.



«La gente era ancora lì, come ferma nel tempo ad aspettarne il ritorno». Mai parole furono più azzeccate. Potremmo averle pronunciate noi, hic et nunc.



Ma non sono farina del nostro sacco bensì del tuo. (Tropico del Cancro, dall’album Colpa d’Alfredo 1980). Ne è scivolata parecchia di acqua sotto i ponti. Ora, al cospetto di quel che resta de “La notte”, discoteca serrata senza appello da rugginosi cancelli, viviamo un istante surreale.



Cullati dalla sola voce del vento, quasi storditi dal sole. Anch’esso surreale per i primi di febbraio. «A Vasco ho già augurato tanta salute, che è la cosa più importante. Lui è stato anche un nostro dj e…no. Io mica suonavo. Facevo ballare la gente». Gilberto Giorgini sta per sedersi a tavola nel suo ristorante, il Verrucchia. Che, al contrario della discoteca ormai dimenticata, attende la buona stagione per riaprire i battenti. Fari luminosi imprigionati nel volto segnato dall’età – «Vasco è nato dopo di me» – gli occhi di Gilberto parlano assai più di quanto non faccia lui. Dicono che ha fretta di riconquistare il suo desco, la sua tranquillità. Ci congeda. Ma non ce ne andiamo a bocca asciutta.

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È già… Io sono ancora qua 🤟🏻🔝💥

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«Quando esplose la diatriba su chi avesse scritto Pippo, Vasco e Zucchero si incontrarono qui. Pensavo che un bicchiere di buon vino…ma la sintonia tra quei due era ormai evaporata. Se non ricordo male Zucchero si attribuì la paternità del testo. Però, come siano andate davvero le cose…».

Comunque siano andate, buon compleanno Vasco. Dal tuo “paese in salita” (la definizione è di Claudia Riva). Dove tutti si conoscono, tutti si aiutano. A volte con un effetto boomerang. Lo sa bene Claudia quanto il paesello può essere ripido se misurato con il metro dell’adolescenza. Claudia, la “sorellina” di Massimo. Il Massimino tuo. Da cui, per un po', ti sei sentito tradito.

Ancora oggi te lo porti appresso ad ogni concerto. Nonostante sia volato via vent’anni fa. «All’inizio venivano considerati dei drogati, degli scappati di casa – racconta al telefono Claudia che vive a Milano ma che a Zocca ritorna spesso – non che a loro importasse granché. Vasco è stato bravo anche in questo. Gli auguro di non smettere mai di salire sul palco. Per lui è fondamentale». Venerdì 7 febbraio 2020. Il paese in salita ti celebra. Il che non è scontato.

«I figli vanno presi come vengono. Li ami anche nel momento in cui tiri loro le orecchie. Vasco ha dato tanto a Zocca. Si è fatto interprete di un sentimento che non distingue tra giovani e vecchi». Così Giulio Santagata, ministro ai tempi del secondo governo Prodi. Che alla nostra domanda, peraltro colpevolmente banale, “che cosa la lega a Vasco?” rilancia rapidissimo: «la vecchiaia».

Fu Santagata ad inventarsi il nome Punto Club (lo riporta la stessa Claudia nel suo libro “Massimo Riva vive!”, biografia scritta con Massimo Poggini). «Punto, perché dovrà essere un punto di riferimento».

Una previsione degna di un oracolo. «Con Vasco -aggiunge ancora Giulio Santagata - ho condiviso una grande avventura. Iniziata grazie a mezzi di fortuna, Punto Radio riempì le nostre estati».

Buon compleanno Vasco. Dal tuo amico d’infanzia Otis (Otello) Righetti. L’uno contro l’altro nel 1960. Due bambini che si contendono il primo premio del concorso canoro made in Zocca. «La nostra amicizia? Bauman l’avrebbe chiamata amicizia liquida al paesello. Tra bar Olimpia e bar Cimone, monete al juke-box, strade, pantaloni corti, cinema Roma, voci nuove. Io che canto La Paloma, Vasco che vince e parte per un viaggio. Lungo, tribolato, controverso. Vincente. Molti semafori rossi passati a gran velocità e qualche verde vissuto con paziente flessibilità. Canzoni, emozioni, contorsioni musicali…Pura, libera liquidità». Un poeta Otis.

«Le stelle stanno in cielo, i sogni non lo so. So soltanto che sono pochi quelli che si avverano. Tantissimi se moltiplicati per i tuoi fan. E allora…AugurOtis, Vascosky!». E allora buon compleanno Vasco.

Dal tuo paesello. Mai rinnegato. «Ha sempre detto “io sono di Zocca” quando avrebbe potuto spacciarsi per uno di Modena. Non poteva farci regalo più grande».

Rischia di commuoversi Marinella Santi, edicolante. E noi con lei. Timida e dolcissima Marinella milita da sempre nel tuo fan club. Epperò non ha mai trovato il coraggio di andare oltre una foto di gruppo. Ti vive quasi fossi suo fratello ma le manca quella giusta dose di faccia tosta per osare un passò in più. Un selfie, tu e lei. “Quando lo abbiamo visto a Sanremo? Ci siamo chiesti come poteva essere lì, dentro la televisione. Proprio lui, un ragazzo di Zocca. Quanto eravamo giovani! E ingenui».

Buon compleanno Vasco. Tua per sempre, Zocca. —