L’impegno di Basma «Il volontariato serve a scuotere le nostre vite»



MODENA. C’è un proverbio del Myanmar che recita: se incontri qualcuno senza un sorriso, regalagli uno dei tuoi.


E Basma Aissa quel sorriso ce l’ha nel nome e sul volto: «Basma in arabo significa sorriso» dice la ragazza, che ha 29 anni, è nata in Marocco e vive a Castelfranco Emilia dal 1993. Basma è laureata in Scienze dell'Educazione presso l'Università di Bologna e ha conseguito un master sull’Autismo a Reggio Emilia.

«Lavoro come educatrice socio-pedagogica a sostegno degli studenti con disabilità. Vivo in prima persona una condizione di "diversità" che mi ha reso sensibile nei confronti dei più deboli – racconta Basma che ha scoperto il mondo del volontariato all’età di 15 anni, grazie a una sua insegnante - «La professoressa Bernardi già in seconda superiore ci spronava a fare spettacoli teatrali a favore di persone diversamente abili. Dal 2010 sono vice-presidente dell'associazione Donne nel Mondo di Modena, impegno che mi ha permesso di portare avanti progetti di cittadinanza attiva, dialogo e inclusione. Credo che solo educando il nostro sguardo a “nutrirsi” dell’altro ci renderemo conto che le nostre differenze sono un inno alla bellezza».

Nel novembre 2018 Basma ha avuto una menzione speciale nel “Premio Immagini Amiche”, per il suo impegno quotidiano, sia lavorativo che sociale, finalizzato a scardinare gli stereotipi e a costruire nuovi ponti.

«L’anno scorso - prosegue Basma - ho conosciuto più da vicino l’associazione Porta Aperta di Modena e così in varie occasioni, in particolare durante le festività, cerco di donare un po’ del mio tempo al servizio mensa: non solo tagliare, sbucciare, apparecchiare, lavare, pulire, c’è tempo anche per tante risate, conoscere nuove persone e scambiarsi sinceri sorrisi. Viviamo in una comunità “guardaroba”, come affermava Bauman, in cui emerge un individualismo sfrenato, sempre pronti a cercare il nemico – conclude Basma - Il web amplifica fragilità e isolamento. Il volontariato ci aiuta, come giovani e non solo, a connetterci con il mondo reale. Inoltre, dedicare tempo libero ad un’attività di volontariato mi aiuta nella mia “decrescita felice”, per apprezzare di più ciò che ho, mi aiuta a maturare come persona, mi aiuta a tener accesa la fiamma dell’importanza del senso di cura verso agli altri. A noi giovani il volontariato serve per “scuotere le nostre vite”, renderci conto che la realtà non è fatta solo di influencer, ma che tutti noi possiamo essere tutori di resilienza, costruttori di ponti ed ambasciatori del cambiamento in cui la relazione è la chiave principale del successo». —
 

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