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Vignola, il mondo raccontato dallo spioncino nelle foto di Venturelli

Il Salotto Muratori ospita la personale dell’artista che racconta di paesaggi di luci e colori e di ragnatele

VIGNOLA. È un fotografo che guarda il mondo anche attraverso lo spioncino “rubato” ad una porta di un condominio. Enzo Venturelli lo ha applicato alla macchina fotografica e i suoi scatti sono esposti, fino al 15 marzo, al Salotto di L.A. Muratori di Vignola. La mostra doveva essere inaugurata sabato scorso ma il provvedimento “coronavirus” ha reso impossibile l’apertura. Ora che si è tornati alla normalità (si fa per dire) la vita è quasi d’obbligo, perché le immagini sono davvero curiose.

«Ho impiegato lo spioncino di una porta per avere un effetto di separazione dei toni cromatici, attraverso la luce. Colori quasi ultravioletti, di un arcobaleno, con azzurri da una parte e rossi dall’altra. Lo sguardo è su paesaggi, fiori e piante, un bosco di betulle in S. Pellegrino in Alpe, interni (anche sull’ ex Sipe, polverificio, di Spilamberto che non ho fatto ancora vedere) con elementi naturalistici in primo piano. Lo spioncino permette di fare delle sfocature dove si vuole. Io ho scelto i bordi per avere la sensazione della sfera, della profondità determinata da onde di luce, come in un prisma».


Ne era entusiasta il compianto fotografo Massimo Trenti che parlava «di una spiata a distanza relativa che fa della nostra terra un globo di colori, raccolti in una bolla di luce; di uno sguardo frattale e coerente con la forma stessa della luce che da troppo tempo è inscritta tra rettangoli ed angoli impropri».

Ma la ricerca del fotografo vignolese va oltre. “Luci e colori “è il titolo della seconda sezione della mostra.

«Si tratta – spiega Venturelli - di macrofotografie che rimandano a colate laviche, ad una esplosione di un vulcano. Paesaggi astratti ottenuti puntando l’obiettivo su macchie di colori sul tavolo, colpite dalla luce artificiale. La focalità è talmente corta da determinare esiti immaginativi dirompenti. Una di queste foto ha partecipato, lo scorso anno, a Carpi alla mostra sulla “paura”, con opere anche di pittura e scultura. Altre hanno fatto parte, nel 1992, della rassegna “Diaframma Kodak cultura” a Milano».

L’ultima parte della personale vignolese è dedicata alle ragnatele, soprattutto dei prati, «che producono effetti particolari dati dal movimento che esse hanno di continuo. Si generano colori molto vari, in una separazione di giochi di tonalità in una struttura di levità geometrica».

Venturelli si dichiara non professionista, ma la passione, a livello amatoriale, per l’immagine è stata sempre coltivata con assiduità.

Alla fotografia unisce l’attenzione per la pittura, tanto da produrre opere ad acquarello; e per la scultura in terracotta (ha frequentato lo studio dello scultore Marco Fornaciari) che lo ha portato a realizzare su richiesta le medaglie, prodotte in oro, argento e bronzo, per ricordare, nel 2007, l’architetto Jacopo Barozzi nel quinto centenario della nascita, e di Raimondo Montecuccoli, nel 2009, a Pavullo a quattro secoli dalla nascita. —