Quando Enzo e Tazio correvano inseguendo le vittorie e i propri sogni

La Galleria Estense espone, in modo virtuale, un patrimonio inedito di riviste d’epoca. Dalla cronaca delle imprese di Ferrari e Nuvolari emerge lo spirito dei personaggi

MODENA L’epopea di carta, con l’esposizione di rare riviste motoristiche degli anni ’30 della Biblioteca Estense, si sposa con i miti di Enzo Ferrari a capo della Alfa Romeo e Tazio Nuvolari in pista. In occasione del Motor Valley Fest - è in corso la seconda edizione, resa digitale dall’emergenza sanitaria - le Gallerie Estensi scelgono di puntare su questo binomio mostrando sul proprio sito un vero tesoro finora mai esposto.

Motor Valley Fest/ la mostra: Enzo e Tazio alla conquista della gloria e dei loro sogni

Su www.gallerie-estensi i curatori Andrea Mammola e Federica Muzzarelli hanno firmato "Che corse! Tazio e Enzo agli esordi della Ferrari”, appuntamento composto da numerosi periodici italiani degli anni Trenta, due annate de “La Scuderia Ferrari” (1935-36) e una di “Alfa Corse” (1939), rivista quest’ultima pubblicata quando a capo del reparto corse c’era un giovane imprenditore fresco della sua Ferrari nata in viale Trento Trieste a Modena.

Le riviste, scelte dagli archivi della biblioteca e digitalizzate per occasioni future, sono vere e proprie miniere per gli appassionati di auto. Raccontano, infatti, mondi molto lontani, epopee che però oggi fanno parte del nostro dna come quelle relative al Drake e anche al “Mantovano volante” Tazio Nuvolari che correva per Ferrari.

«La scelta dei numeri esposti de La Scuderia Ferrari - spiega il curatore Mammola - evidenzia i successi nazionali ed internazionali delle Alfa Romeo negli anni in cui le competizioni automobilistiche della casa milanese erano gestite dalla Scuderia Ferrari di Modena. Enzo Ferrari aveva fondato e dato il suo nome al reparto corse dell’Alfa Romeo, dopo essere stato impiegato per anni come pilota dalla stessa. Alla guida delle Alfa con il simbolo del cavallino troviamo gli assi del volante dell’epoca, Tazio Nuvolari in primis nei Gran Premi e Raymond Sommer nelle gare di durata».


Il Drake inizia infatti a farsi le ossa guidando direttamente il reparto corse - appunto “Alfa Corse” - e viene edito un mensile con lo stesso nome. Già all’epoca l’attenzione alla comunicazione era molta, non solo le riviste permettevano di pubblicizzare presso il pubblico auto storiche come l’Alfa 158, la mitica “Alfetta” che nel 1950 vinse il campionato mondiale di Formula 1, ma il regime fascista di quegli anni capì che poteva sfruttare l’occasione di questa attenzione del pubblico e della stampa. Alcuni filmati dell’Istituto Luce che il pubblico può visionare fino al 17 maggio raccontano bene questi aspetti. Le riviste raccontano quello che era diventato un vero e proprio derby tra regimi totalitari, l’Italia che “sfruttava” le vittorie dell’Alfa Romeo di Nuvolari sul suolo patrio e in Libia, America, Germania e quest’ultima che al soldo di Hitler controbatteva con le auto Mercedes e il consorzio “Auto Union” con Audi.

«L’episodio clou - continua Andrea Mammola - è la vittoria su Alfa che Nuvolari conseguì nel Gran Premio di Germania del 1935. Anche i gerarchi nazisti presenti al circuito in mezzo a 200mila tedeschi, dovettero inchinarsi a Ferrari e Nuvolari. Ancora pochi anni e sarebbe arrivata la guerra mondiale a fermare tutto, sono anni cruciali e abbiamo deciso di illustrarli con queste riviste che mostrano vari aspetti. ‘Alfa Corse’ soprattutto mostra l'eccellenza della grafica italiana a cavallo delle due guerre mentre ‘La Scuderia Ferrari’ testimonia gli albori di quel legame tra Modena e il mondo dei motori per cui la città è oggi famosa in tutto il mondo».

Una cuiriosità per tutte: il settimanale “Scuderia Ferrari” del 19 settembre 1935 racconta della corsa di Modena, con quattro Alfa ai primi quattro posti. Vinse il “Mantovano volante” Nuvolari, in una gara di 192 chilometri lungo i viali ai margini del centro storico della città. —