Modena Una novella simbolo della quarantena porta Felicia ai vertici della classifica

Il libro “Appuntamento in terrazzo” della giovane  Felicia Kingsley è il più venduto secondo Ibs, il ricavato in beneficenza al Policlinico

MODENA Tra le prime immagini entrate nell’immaginario collettivo, in questo lungo periodo di quarantena, alla quale tutti noi siamo stati costretti, tra febbraio e maggio, ci sono sicuramente i balconi, le terrazze e i terrazzini; diventati luoghi di “socialità” tra bandiere tricolore veleggianti, canzoni intonate a distanza e flashmob di luci.

Proprio su quei balconi immagina la sua storia Felicia Kingsley, giovane autrice modenese di romance. “Appuntamento in terrazzo” è il titolo della sua ultima novella, pubblicata da New Compton Editori il 20 aprile in formato ebook. (acquistabile anche in versione cartacea su Amazon). Una storia che è decisamente piaciuta ai lettori, visto che è ora in vetta alle classifiche di vendita Ibs. Una notizia che vale doppio visto che il ricavato delle vendite è destinato al reparto di pneumologia dell’Ospedale Policlinico di Modena.



Felicia, come nasce il libro e come mai la decisione di supportare il Policlinico?

«Il progetto editoriale era già in corso quando decisi di devolverne i proventi. Ho voluto fare la mia parte per la mia città perché anche la scrittura possa essere un supporto concreto agli ospedali impegnati in prima linea contro il Covid, persino ora che la quarantena si è trasformata in “fase due”. A livello letterario il racconto va a recuperare la normalità delle nostre vite come uno dei più grandi privilegi».

E qual è la normalità dei suoi personaggi?

«Le voci protagoniste che si alternano nei capitoli sono due: Alex in isolamento con quella che da poche ore è diventata la sua ex e a distanza di una parete Didi che tornata a casa per una breve visita ai suoi si sente un’estranea in famiglia. Tuttavia, la ristrettezza degli ambienti e l’abbondanza di tempo concederanno a entrambi spazio alla riflessione. E il confronto delle due esperienze avverrà in balcone in un incontro che si trasformerà in una abitudine».

Se lo sarebbe mai aspettata di finire tra gli ebook più venduti su Ibs?

«Lo speravo e ne sono contenta perché vuol dire che i lettori oltre a scegliere un’ora da passare in leggerezza tra le pagine di una novella hanno saputo cogliere l’opportunità di aiutare il Policlinico nel loro piccolo senza disobbedire alla slogan #iorestoacasa».

È la prima volta che opta per il formato ebook?

«È indubbio che nel caso specifico è stato inevitabile ma a pensarci bene quest’opzione ha permesso un’opera di beneficienza altrimenti impossibile. Non me ne vorranno gli amanti della carta ma l’ebook si è rivelato prezioso e comunque è una versione che interessa anche gli altri miei romanzi».

Tornando ad Appuntamento in terrazzo, nell’intreccio di storie c’è qualcosa di suo?

«Ho sicuramente attinto ai miei ricordi, come anche le sensazioni derivano dalla mia esperienza soggettiva ma non è nulla di autobiografico. Non esiste nessun Alex, per intenderci».

Al di là della trama, qual è il messaggio tra le righe?

«Senz’altro la riscoperta di una dimensione personale perduta, in particolare nelle relazioni. D’altronde proprio ora che la distanza impone una lontananza dei corpi il sentimento si riscopre nella conversazione».

Anche la tua scrittura può dirsi cambiata?

«La spensieratezza e leggerezza di penna è la stessa degli altri romanzi ma in questo ho preferito toni tragicomici così che riconoscersi nel collettivo qui ed ora fosse piacevole se non divertente».

Il contributo dello scrittore in tempi difficili è quindi ancora più rilevante?

«In realtà credo che lo scrittore abbia un ruolo sociale, sempre. Non è chiamato a educare la collettività, tuttavia non deve neanche diseducare. Ogni autore è maestro a modo suo».

E da buona scrittrice sarà anche un’appassionata lettrice. Come ha vissuto la lettura durante la quarantena?

«Nulla è cambiato e le mie letture si sono alternate al lavoro come sempre. Sono abituata allo smart work, essendo un architetto libero professionista. Se c’è chi si è riscoperto lettore e chi ha affrontato una nuova modalità di lavoro, io sono rimasta la Felicia di sempre».

Molti dichiarano di aver sperimentato il “blocco del lettore”. Come se lo spiega un simile paradosso?

«Bisogna ammettere che leggere è un’operazione di estraneazione e avere una carico notevole di tensioni e preoccupazioni non aiuta di certo a immedesimarsi in un mondo dove tutto sembra essere al posto giusto. Non rimane che il terrazzo come posto giusto. Almeno spero che nel mio racconto ognuno trovi il proprio slancio di positività». —

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