«Il mio lockdown tra cibo e le donne di Dante Con Walter lunga amicizia»

Marco Santagata tra i protagonisti della festa della casa editrice «È stata una bella intuizione uscita dalla mente di Beppe » 

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Ha quasi 73 anni Marco Santagata ma non ha certo aspettato il Coronavirus per avvicinarsi al digitale. Fondatore del corso di laurea in Informatica Umanistica all’Università di Pisa e di un consorzio di università italiane (ICoN) che promuove la lingua e la letteratura italiana nel mondo attraverso l’e-learning, durante il lockdown ha lavorato a un libro sulle donne di Dante che uscirà a Natale. Ma sarà un altro grande della letteratura al centro del suo intervento di domani: Boccaccio. E sul Dondolo, "il festeggiato”, dice: “una di quelle belle iniziative che escono dalla mente di Cottafavi”. Domani sarà ospite, tra gli altri, insieme a Walter Siti.


Per “giocare” con il titolo scelto per l’ebook pubblicato dal Dondolo, siete più amici o nemici?

«Non siamo nemici, c’era una componente ludica naturalmente. L’ho sentito anche poco fa! Ognuno ha la sua strada, lui prima abitava a Roma e ora a Milano, io vivo a Pisa. Ci incontriamo abbastanza raramente, è più facile che ci sentiamo telefonicamente. Ormai siamo diventati vecchi tutti e due, siamo dello stesso anno, il 1947, lui ha compiuto gli anni qualche giorno fa e tra poco toccherà a me».

Modena è diventata una capitale della lettura digitale”. Come valuta il Dondolo?

«È una di quelle belle iniziative che escono dalla mente di Cottafavi, che ha un po’ anticipato i tempi. Con questa epidemia si è capito che quella è una strada che non solo va perseguita ma che necessariamente si perseguirà. Non penso però che il libro stampato sia finito, tutt’altro! Negli Stati Uniti, che in genere precedono quello che succede qui da noi, già da un po’ di tempo si assiste a una ripresa della ‘forma’ libro, così come a un ritorno delle piccole librerie indipendenti. Anni fa si pensava che l’ebook avrebbe segnato la fine del libro stampato e invece no: il boom che si prevedeva non c’è stato. Si va verso una convivenza tra le due forme».

Come ha trascorso il lockdown?

«Ho mangiato tanto, però io non ho la passione per la cucina… hanno cucinato per me! Poi, certo, ho lavorato a un libro dantesco che uscirà a Natale. Inoltre, in questo periodo, è uscita la ristampa di un mio romanzo, “Il copista. Un venerdì di Francesco Petrarca”, edito da Guanda. Sono stato impegnato con questi video promozionali che sono diventati l’unico canale. Diciamo però che non ho aspettato il Coronavirus per avvicinarmi al digitale…»

Cioè?

«Erano gli anni ’80 quando ho cominciato ad occuparmi di banche dati digitali nel settore letterario. Ho fondato un corso di laurea in Informatica Umanistica a Pisa e ICoN, un Consorzio di 21 Università italiane che promuove la lingua e la cultura italiana nel mondo con l’e-learning».

Può dirci di più sul libro che uscirà a Natale?

«È un libro sulle donne di Dante: le donne della famiglia, le donne degli amici, quelle da lui cantate, i personaggi femminili della commedia. Sarà arricchito da un ricco bagaglio iconografico di illustrazioni. Non si parlerà dunque sempre e solo di Beatrice… No, esatto. Per esempio si parlerà della moglie Gemma, che sicuramente nella vita di Dante è stata più importante di Beatrice… »

Domani presenterà il libro su un altro “big” della letteratura: Boccaccio. Da suo autorevole e competente conoscitore, quale è, cosa racconta di nuovo?

«Il sottotitolo del libro è “fragilità di un genio”. Ho cercato di tirare fuori un Boccaccio un po’ diverso dall’immagine a cui siamo abituati di persona serena e distaccata dagli altri. Ho cercato di ricostruire la personalità di una persona fragile, sospettosa, incline a crisi depressive. Naturalmente il mio intento non è quello di fare un ritratto psicologico di Boccaccio ma vedere come questi aspetti si riflettono nella sua produzione letteraria». —

a.B.