Nonantola. Deborah che aiuta i suoi pazienti a realizzare il sogno di viaggiare

NONANTOLA

«Mi piace cercare la bellezza e non quello che non va, mi piace motivare le persone e aiutarle a conoscersi meglio e mettermi in gioco per sapere fino a dove posso arrivare ed aiutare».


Deborah Domaschio, 35 anni, abita a Nonantola ed è coordinatrice della Medicina riabilitativa dell’ospedale di Vignola e tra la passione per i viaggi e la danza le piace continuare a sognare e creare progetti. «Da due anni ho smesso di fare solo valutazioni articolari e ho iniziato a chiedere ai miei pazienti: “E tu che sogno hai?” – sorride Deborah, fisioterapista e mamma di Francesco ed Emma Paola, 15 mesi di differenza e due vulcani di energia - Facendo così mi sono accorta di quanto è possibile cambiare il punto di vista delle cose cercando la prospettiva dei sogni».

È così che nasce il progetto “Tu vai che puoi”, una visione multidisciplinare che prende in considerazione il paziente sotto tutti i punti di vista per rendere un’esperienza di viaggio accessibile sotto ogni sua forma.

«Siamo tre fisioterapisti, una terapista occupazionale , una dietista ed una logopedista – spiega Deborah - Il nostro valore aggiunto è creare accessibilità conoscendo bene le patologie ed in particolare quelle che prevedono una disabilità motoria. Ci rivolgiamo ad un utente con una disabilità motoria e alla sua famiglia ma anche ad una struttura sensibile al turismo accessibile. Mi è sempre piaciuto fare il possibile per il prossimo e con il mio lavoro ci provo ogni giorno – dice Deborah - Per farlo è necessario avere un team che ti supporta: il mio miglior team è la mia famiglia ma anche la squadra che mi sostiene al lavoro è stata fondamentale». Fin dall’adolescenza, Deborah ha cercato di trovare se stessa nell’aiutare gli altri, facendo clownterapia negli ospedali e nei carceri ed è stata anche la più giovane ad entrare nel gruppo dell’Associazione volontari ospedalieri di Modena prestando servizio in Oncoematologia pediatrica.

«Ho insegnato danza moderna per tanti anni e ciò che più mi interessava era quanto il gruppo ballasse unito ed è stato ancor più bello avere anche ballerini diversamente abili... Quando lavoravo in Neuropsichiatria infantile come fisioterapista, la festa di Natale con i bambini con disabilità e le loro famiglie la porto nel cuore come uno dei momenti più belli della mia vita – conclude Deborah che un anno fa all’ospedale di Vignola insieme al suo gruppo, a Natale, ha organizzato il flashmob più grande avvenuto in un ospedale - La vita è troppo meravigliosa per non viverla in modo straordinario e io ce la metto tutta! Non voglio puntare in alto, voglio solo puntare oltre!».

Per maggiori informazioni: www.tuvaichepuoi.it —