Modena Le pareti dell’Hosteria Giusti si aprono alle esposizioni d’arte

Giovanni Ruggiero, la signora Laura Morandi dell’Hosteria Giusti e il consulente della casa d’aste Christie’s Marco Bertoli.

Via Farini, il più antico locale d’Europa avvia un nuovo capitolo culturale dopo l’accordo tra la titolare Laura Morandi e l’art advisor Marco Bertoli 

MODENA La buona cucina sposa l’arte. È quanto accade alla Hosteria Giusti in via Farini, che nella sala da pranzo ospita l’opera di Giovanni Ruggiero. Alle pareti del più antico locale d’Europa le sculture di ceramica dell’artista irpino che, laureato in scultura all’Accademia di Bologna, ha insegnato tecniche di fonderia all’Accademia di Firenze e ora è docente di modelli e prototipi all’Istituto Superiore Industrie Artistiche di Faenza. Le sue opere esprimono le impronte dell’uomo, come elementi anche di una condizione di precarietà, di sofferenza. Quasi una sorta di radiografia nel deserto quotidiano dei valori, facendoci riflettere sulla solitudine e l’insensatezza del vivere.

È l’arte che rivela i segni delle mutazioni, tracce umane di configurazioni dinamiche, in una molteplicità di forme e di motivi. Ruggiero sa fondere, con corpi scavati, le esigenze dell’arte nell’esistenza. “Vivi e respiri” è il titolo di questo ciclo di sculture che «vogliono indicare – rivela l’artista – il respiro di ogni singolo individuo. E come le persone sono uniche e irripetibili, così lo è ogni opera che cerca di individuare la parte più sensibile dell’uomo, quella più nascosta, dell’anima, più bella e più forte di ognuno di noi. Scavo le opere con le mani nella materia, per andare all’interno dell’individualità. Sono “Introrilievi”, con interventi anche di smalti e oro che, come per i bizantini, è la parte più aurea, più divina di ogni essere umano».

La mostra nasce da un progetto condiviso tra l’art advisory Marco Bertoli e la titolare dell’Hosteria Giusti Laura Morandi. «Abbiamo voluto – dice Bertoli – “rinfrescare” con nuove opere questo spazio che prima presentava stampe del passato. Inseriamo l’arte contemporanea all’interno di uno spazio storico, di alta cultura del buon mangiare. Una esposizione all’interno della sala dove si pranza o cena, fatta di impronte in ceramica che sono quelle che noi lasciamo nel nostro passaggio terreno.

Le rassegne hanno cadenza annuale. Fra una anno sarà presentato, molto probabilmente, il lavoro di una artista donna. Per il pubblico che accede al ristorante il piacere di soddisfare il palato e di vedere attorno a sé qualcosa realizzata con creatività e intelligenza. C’è anche una brochure che accompagna la mostra». Molto soddisfatta la Morandi che ritiene che «la cucina tradizionale si sposa magnificamente con l’arte di oggi. Le opere danno la sensazione del vuoto che oggi riflettono un periodo in cui abbiamo dovuto svuotarci di tutto. Un vuoto, nelle opere, riempito d’oro e speriamo possa essere un segno di buono auspicio per il futuro». —