Scott Hamilton ai Giardini Ducali apre la rassegna di jazz d’autore

Giulio Vannini: «Orgogliosi delle tre serate. Gli Amici del Jazz non si sono mai fermati»

MODENA.  «Sarà Scott Hamilton e il suo jazz straordinariamente elegante, dal fraseggio e dal sound affascinanti, ad aprire questa sera, 19 luglio, alle 21 la “tre serate” del Modena Jazz Festival sul palco dei Giardini D’estate – annuncia Giulio Vannini, direttore artistico del Modena Jazz Festival – I tre appuntamenti sono promossi dall'associazione Amici del Jazz, che, nonostante l'emergenza sanitaria, non si è mai fermata e ha voluto essere presente nell'estate modenese con tre concerti molto diversi tra loro, che attraversano trasversalmente tutti gli stili del Jazz».
Il debutto è con il grandesassofonista statunitense (in Italia grazie alla sua residenza fiorentina) che da molti anni calca i migliori palcoscenici in tutto il mondo come leader del suo quartetto o a fianco di altri mostri sacri del jazz, passando dal lirismo di Ben Webster alla passionalità di John Coltrane. Con lui ci saranno Sandro Gibellini alla chitarra, Paolo Benedettini al contrabbasso e Alfred Kramer alla batteria.


LE ALTRE SERATE Il secondo appuntamento sarà invece domenica 26 luglio con un quartetto d’eccezione formato dal chitarrista Jimmy Villotti, un’istituzione nella musica bolognese e nazionale e dal sassofonista Valerio Pontrandolfo, accompagnati da un’affiatata sezione ritmica formata da Luca Pisani al contrabbasso e Massimo Chiarella alla batteria. I due musicisti, forti di una collaborazione artistica ventennale, proporranno standard della musica jazz tratti dal repertorio del Great American Songbook (Cole Porter, Richard Rodgers, Irving Berlin, George Gershwin, Jerome Kern) e dai grandi classici di Thelonious Monk, Bud Powell, Lee Morgan, Miles Davis e John Coltrane.


L’ultimo appuntamento è fissato per domenica 2 agosto, sempre alle 21, con Nico Menci in Choro Group Remember Ray Mantilla. «In questo concerto – spiega il direttore Vannini- il pianista bolognese Nico Menci prende spunto dal Choro, una musica brasiliana nata intorno al 1870 quando i suonatori di musica popolare di Rio de Janeiro, allora capitale economica e culturale del Brasile, cominciarono a eseguire, in forma “brasilianizzata” e con una forte influenza dei ritmi di origine africana, il repertorio di danze europee che erano in voga nei salotti dell'élite del XIX secolo, come il valzer, lo scottish e la polca». Insieme al gruppo, Menci riproporrà questi suoni, con una dedica speciale al suo maestro, il percussionista Ray Mantilla, scomparso da pochi mesi a New York e particolarmente affezionato a Bologna e a Modena dove si è esibito per anni con grande successo.
«Siamo comunque orgogliosi di quello che siamo riusciti ad organizzare nonostante il Covid -19 - conclude Vannini - Durante il lockdown l’associazione Amici del Jazz ha sostenuto i lavoratori dello spettacolo proseguendo le sue attività con trasmissioni sui social e sulla televisione regionale Lepida Tv con il programma “Jazz in Quarantine” che ha riscosso un ottimo consenso di pubblico e ha visto la partecipazione straordinaria di molti musicisti. Quest’anno il Festival per ovvie ragioni si presenta in forma ridotta in quanto mancherà tutta la parte dedicata ai laboratori didattici, in ogni caso interesserà lo stesso tutta la Provincia». —