Le migrazioni più nascoste nel noir di Vitaliano e nel romanzo di Fontana

I due scrittori e sceneggiatori saranno ospiti stasera alla Festa del Racconto di Carpi  Gli autori dialogheranno con l’instagrammer Petunia Ollister di “libri, fumetti e misteri...”

CARPI. «Dopo l’avvento del Covid la nostra “mezzaluna di sabbia” è la lotta tra il proprio lato migliore e quello peggiore. Non più soltanto tra il bene e il male».

“La mezzaluna di sabbia. Le ultime indagini di Gorì Mistico”, (Bompiani), è il titolo dell’ultimo noir dii Fausto Vitaliano. L’autore, sarà protagonista insieme all’amico e collega Giorgio Fontana, il quale ha dato recentemente alle stampe la vasta saga famigliare “Prima di noi” (Sellerio), di un avvincente “ping pong” letterario alle 21.30, nel Cortile d’Onore di Palazzo Pio a Carpi, durante la Festa del Racconto.


Titolo della serata è: “Di romanzi, di fumetti e di altri misteri e sarà condotta dalla instagrammer Petunia Ollister. Vitaliano e Fontana, entrambi sceneggiatori di Topolino, daranno vita a un dialogo tra due territori spesso dimenticati, la Calabria e il Friuli, al centro di consistenti flussi migratori.

«Volevo raccontare un pezzo del mio mondo - prosegue Vitaliano - Sono nato nella parte greca della Calabria e milanese di adozione: il sud è il teatro dei miei ricordi più belli. Volevo raccontarlo custodendone quella chiave ironica di cui sono frollate le mie parti. Quando si cerca di essere seri, tra calabresi, non ci si riesce perché qualcuno ti smonta a pezzi come un mobile dell’Ikea. Questo lato ironico serve a celare una grande malinconia: i pochi abitanti che non sono emigrati cercano di sconfiggerla così. C’è stato un momento in cui si pensava di sviluppare una speranza di ripopolamento grazie alla migrazione dall’Africa. Ma è durata pochissimo: chi può andarsene dalla Calabria lo fa. E la vicenda di Mimmo Lucano e del modello Riace è emblematica, ha messo in mostra tutte le sfaccettature del problema: i cittadini nonostante la bellezza di quel modello hanno votato Lega - argomenta Vitaliano - Inizialmente, temevo di avere calcato troppo sull’ironia, facendo leggere le prime pagine ai parenti e amici. Poi le ho sottoposte alla mia agente Maria Cristina Guerra che le ha “promosse” così com’erano, così siamo andati avanti mettendo in mostra questo lato».

«Tutti noi possiamo decidere di mettere in evidenza il nostro lato migliore - continua l’autore - così come il protagonista della “Mezzaluna di sabbia”, Gori Misticò. Il Covid dovrebbe riuscire a farci tirare fuori la nostra parte migliore, che, incredibilmente, esiste in tutti. Questo è un assaggio di quanto verrà discusso stasera. Inoltre, quale che sia il raccontare, il racconto è una delle più grandi invenzioni umane: è quello che ci differenzia dagli animali».

Dall’affresco della Calabria attuale ci si sposta tra il Friuli e la Lombardia dal Novecento al ventunesimo secolo, con “Prima di noi” di Giorgio Fontana, premio Campiello 2014, a un romanzo frutto di lunghe ricerche storiche, audiovisive e fotografiche. Il romanzo racconta quattro generazioni, dal 1917 al 2012, che si spostano dal Friuli rurale alla Milano contemporanea. In mezzo ci sono eventi che modificano il volto del mondo per sempre: le due guerre mondiali e la ricostruzione, la ricerca del successo personale o il sogno della rivoluzione, la cattedra in una scuola e la scrivania di una multinazionale. «Per i Sartori contiene tutto, la colpa, la vergogna, la rabbia, la frenesia, il viaggio - come si legge nella presentazione del volume - Sempre lo scontro e quasi mai la calma, o la sensazione definitiva della felicità».

«La migrazione è certamente uno degli elementi che caratterizzano questo romanzo - commenta Fontana - Il Friuli è la terra di origine di una delle famiglie protagoniste ed è, quindi, in particolare, è la migrazione da est a ovest a essere oggetto di indagine: questa è una delle meno raccontate, si parla di flussi minori ma al tempo stesso consistenti. Nel caso specifico, i fratelli Sartori, i protagonisti, non potrebbero avere personalità più diverse e sono alla ricerca continua del nuovo e partono dal Friuli alla volta di Milano, carichi di aspettative».

Renzo, uno dei fratelli su cui si sviluppa la trama, è un operaio comunista, che ha una visione del mondo basata sulla solidarietà tra lavoratori. Gabriele è un intellettuale democristiano che ha incardinato il proprio perno sulla famiglia.

«Ho cercato di interpretare questi due volti - aggiunge Fontana - Parallelamente, la trama si snoda lungo momenti della storia meno raccontati e su cui, spesso, non c’è troppa documentazione. Nella quarta parte, in particolare, il romanzo si sofferma sui cosiddetti anni del boom economico. Mi sono soffermato sulla rinascita del movimento sindacale, carico di iniziativa ed entusiasmo, ma ugualmente denso di grandi disparità. Renzo e Gabriele quando vanno a Milano hanno la valigia piena di sogni, ma sono costretti a scontrarsi con le proprie illusioni. Gabriele sogni di entrare nella Milano intellettuale dell’epoca, in fioritura e in continuo fermento, ma si trova isolato. Ho cercato di raccontare i lati più nascosti come il movimento libertario o i campi di concentramento francesi in nord Africa. Il fronte africano, infatti, è uno dei più inediti e non c’è moltissimo materiale. Nel romanzo se ne parla perché Domenico, il terzo fratello, è costretto a recarsi lì, al fronte».

«Per scrivere il romanzo ho lavorato a strati - spiega l’autore di Saronno - Prima ho studiato l’inquadramento storico generale poi mi sono addentrato nei dettagli della storia sociale. Memorie, diari, lettere, fonti audiovisive e fotografiche, soprattutto. Sono ricerche lunghe e impegnative, si tratta di ricostruzioni lunghe, di un periodo storico che richiede molto sforzo per essere conosciuto e assimilato». —