La “chiamata a raccolta” dei Poeti modenesi Aspettando il Festival

Alperoli riunisce la “comunità locale” con il doppio evento “Vola alta parola...” Nel programma work in progress omaggi a Cesare Pavese e Ivan Graziani

Michele Fuoco

MODENA. Inizia con la chiamata a raccolta delle forze poetiche di Modena e provincia Poesia Festival che, per quest’anno, a causa del Covid, non concentra le iniziative in sette giorni ma le propone, in tempi diversi, nei Comuni delle Terre di Castelli (Castelnuovo, Castelvetro, Spilamberto, Savignano, Vignola, Marano, Guiglia, Zocca), Modena, Castelfranco e San Cesario.


Due gli incontri di fine agosto uniti sotto il titolo “Vola alta parola cresci in profondità”. Si parte lunedì, alle 21, a Modena, ai Giardini Ducali, dove alcuni autori leggeranno una loro poesia e quella di un poeta famoso. In scena Maria Cristina Barbolini, Federico Carrera, Antonella Iacoli, Antonella Kubler, Francesco Malavasi, Lisabetta Serra, Andrea Sirotti, Laura Solieri, Fabrizio Tagliaferri, Francesco Tremazzi, Trio Eskimo (Alberto Bertoni, Enrico Trebbi, Ivan Valentini al Sax) con Luca Perciballi alla chitarra, Tiziana Verde, Gabriele Vezzani. Interventi musicali di Gappa, Davide Turci, Roberto Zanni, accompagnati da Luigi Catuogno alla chitarra. Presenta Diana Manea.

Appuntamento due giorni dopo, mercoledì alle 21, a Vignola in piazza dei Contrari, per ascoltare la parola poetica di Kabir Yusuf Abukar, Roberto Alperoli, Marco Bini, Giorgio Casali, Fabio Chierici, Marta Fiandri, Francesco Genitoni, Andrea Gibellini, Luca Ispani, Elisa Nanini, Alessia Natillo, Antonio Nesci, Luciano Prandini, Emilio Rentocchini, Stefano Serri, Mariadonata Villa. Interventi musicali di Marco Baroni, Lalo Cibelli, Rigo Righetti. La presentazione è affidata a Donatella Allegro.

«L’idea – dice Roberto Alperoli, ideatore del festival - è di coinvolgere modenesi delle diverse generazioni. Tutti hanno un rapporto di continuità e affezione, non episodico e banale, con la poesia. Hanno pubblicato libri. E non mancano i giovani. Persino un ventenne. Con il Covid il distanziamento è stata la parola d’ordine e di pratica, per questo riunificare la comunità modenese mi è sembrata la risposta emotiva e culturale più giusta». Due eventi con tutte le carte in regola per i luoghi prestigiosi, i musicisti importanti, per le due attrici, Manea e Allegro, dell’Ert, che garantiscono brio e professionalità.

Alperoli confessa che si sta ancora lavorando per mettere a punto il programma definitivo del festival. «Già sicuri anche i poeti Gianni D’Elia e lo svizzero Fabio Pusterla. E da Giuseppe Conte (non l’avvocato del popolo) si attende una risposta. Ci sarà pure Filippo Graziani che farà uno spettacolo dedicato al padre Ivan, tra i più grandi cantautori italiani, scomparso più di vent’anni fa, sempre attento ai testi, alla lingua, alla parola. Si assisterà ad interventi su poesia e canzone d’autore, dagli anni ’70 agli anni ’90. Certa la presenza di Cristina Donà».

Il festival, dopo l’anteprima di agosto, dovrebbe entrare nel vivo il 12 e 13 settembre. L’obiettivo è quello di trovare spazi per una maggiore accoglienza di pubblico. Così Castelnuovo ha scelto per l’incontro poetico del 12 settembre la Piazzetta del Glicine mentre il 13 settembre nel Castello di Guiglia si svolgerà l’omaggio a Cesare Pavese a 70 anni dalla morte, con il critico Roberto Galaverni che racconterà l’uomo e il poeta, l’attore Andrea Ferrari che leggerà le poesie e un gruppo musicale che suonerà le canzoni americane che il poeta e scrittore amava. «Anche a Castelfranco – evidenzia Alperoli - si pensa di utilizzare il Giardino dei Campanelli, nel retro del Teatro Dadà. Vorremmo punteggiare, in spazi aperti, tutto settembre di iniziative nei weekend e dal 21 a 27. Gli altri appuntamenti da ottobre a fine novembre. Offriamo una programmazione molto allungata e ricca, con ritmi più umani. Anche in un’epoca come questa, dominata sempre dalla dittatura della quantità e velocità, la poesia rimane il linguaggio della qualità e della profondità, la ricerca della parola accurata e precisa. Continuare a credere nella verità che le parole possono trasmettere, avere fiducia nella possibilità di dirsi, ascoltarsi comprendersi: questa è l’essenza della poesia». —




 

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