Ert, è ancora un rebus la successione a Longhi Ma prende forza l’ipotesi Lino Guanciale

Il direttore designato a Milano dovrà essere sostituito in tempi brevi Il noto attore potrebbe essere l’alternativa a Romeo Castellucci  

dietro le quinte

andrea marcheselli


Chi sarà il successore di Claudio Longhi alla direzione di Ert? Al di là delle solite voci che, come sempre in questi casi, ormai girano frenetiche sotto i portici, nulla è ancora dato sapere. Soci e amministratori della Fondazione teatrale si trincerano dietro no comment o dichiarazioni di prammatica, ma è incontrovertibile come il tempo passi, tante scadenze si avvicinino e non si possa pensare di lasciare il primo Teatro Nazionale d’Italia in una lunga impasse. D’altro canto, non è nemmeno ipotizzabile che una struttura di tale spessore si veda sottrarre la guida sulla quale aveva puntato pressoché tutto senza rapide contromosse.

Il presidente Giuliano Barbolini ribadisce che «non c’è ancora nulla che sia stato definito nelle sedi istituzionali», stoppando così ogni voce circolante, aggiungendo come «sia logico che ciascuno dei soci e dei consiglieri stia facendo mente locale e di conseguenza ci si sia interfacciati sulla questione, tuttavia non sappiamo ancora la decorrenza dell’avvicendamento, dato fondamentale per procedere, non essendoci ancora stata l’investitura ministeriale di Longhi a Milano, dopo di che in previsione abbiamo i momenti di carattere istituzionale che dovranno definire i criteri e la procedura da seguire, premesse fondamentali per qualunque tipo di discorso. In ogni caso, per adesso siamo impegnati nella preparazione del bilancio 2021, che da statuto deve essere depositato entro il 15 novembre e approvato entro il 30, condizione per poter poi svolgere l’attività dell’anno prossimo, visto oltre tutto che chi eventualmente dovesse venire dovrà conoscere su quali basi potrà svolgere la propria funzione».

L’invito dunque resta quello di smorzare ogni bramosia di sapere, resta però il fatto che i nomi che attualmente girano con maggiore insistenza aprirebbero prospettive assai differenti di prosecuzione delle attività di Ert Fondazione. Oggi come oggi parrebbe esserci un ballottaggio fra due candidati: uno sarebbe ancora Romeo Castellucci, fra i primi ad essere stati evocati, mentre come nome nuovo emerge quello di Lino Guanciale, l’attore/regista attualmente impegnato nella prossima produzione di Ert, lo spettacolo “La mia infinita fine del mondo” che esordirà in prima assoluta martedì allo Storchi. Diciamo che quest’ultima ipotesi sarebbe suggestiva, per taluni aspetti. Guanciale è artista di successo, di grande fama televisiva/cinematografica, oltre che teatrale, attirerebbe su di sé l’attenzione di media non sempre attratti dal teatro di prosa, ma sarebbe anche una forte scommessa non avendo in pratica alcun tipo di esperienza in ruoli direttivi. In certa misura, la sua scelta lascerebbe intendere il desiderio di mantenere una forte continuità con la direzione uscente, che fra l’altro dovrebbe aver già posto qualcosa di più delle sole basi della stagione primaverile ancora in standby. Guanciale è da sempre collaboratore principe di Longhi, protagonista in quasi tutti i suoi spettacoli più importanti: si creerebbero le basi di una possibile collaborazione?

Sull’altro fronte Castellucci, che ha diretto un’edizione della Biennale di Venezia, dalla quale anni dopo ha ricevuto un Leone d’Oro alla carriera, costituirebbe l’abbraccio di una linea che nei contenuti non potrebbe non seguire la sua forte personalità artistica, assai differente da quella di Longhi, ancorché coerente con le idee di forte attenzione al contemporaneo e apertura alla scena internazionale, di cui Castellucci è indiscusso protagonista, che a suo tempo hanno fatto crescere Ert. Resta da chiarire fra l’altro se la scelta verrà fatta con chiamata diretta oppure attraverso un bando, come è avvenuto per la nomina di Longhi. In questo caso si allungherebbero però di alcuni mesi i tempi, la situazione lo consentirebbe, con l’incombenza di presentare un progetto al Ministero?

Sempre che certe cose non siano già state in verità concordate, magari con l’intermediazione di un Ministero che sembra essere stato determinante per dirimere la questione che si era creata al Piccolo di Milano. Auspicabile naturalmente è che la scelta provenga da criteri di natura manageriale, artistica e culturale, come è stato fin qui per Ert, piuttosto che di opportunità politica,ma non è detto che in Italia sia poi sempre così. —



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