Modena, al Victoria si prepara la riscossa disegnando sui muri i film che han fatto epoca

Importante iniziativa di restyling sulle pareti esterne della multisala Al lavoro street artist come Zamoc, Basik, Osmoc e Alessandrini 

MODENA. Chi ha incastrato Topolino? Il celebre Mickey Mouse è stato inglobato dal tappeto di Shining. Stessa sorte per Simba e altri cartoni animati entrati nell’immaginario collettivo. Una rivisitazione con tratti horror e registi come spettatori. Il multisala Victoria risponde alla chiusura dettata dal Dpcm con l’arte. E affida ad importanti street artist il compito di abbellire le pareti esterne del cinema.

È l’iniziativa che prenderà vita a vista d’occhio in questi giorni, mentre i responsabili mettono nel mirino il traguardo di fine novembre per riaprire le sale con la stessa sicurezza di prima, ma con una nuova prospettiva. È il “Secondo Tempo”, la metamorfosi dei muri in una tela a cielo aperto. Le citazioni dei film che campeggiavano dal 2008 sono state cancellate. L’intervallo dei lavori consentirà invece di rivedere scene e personaggi famosi, nell’attesa di poter ritornare davanti al grande schermo.

«Crediamo e abbiamo completamente fiducia nel futuro - spiega Andrea Malucelli, amministratore unico del multisala di via Ramelli - quindi abbiamo deciso d’investire in questo momento difficile anche sulla struttura. Non è una scelta imponderata, assolutamente. È una scelta dettata dall’amore e dalla fiducia».

Una fiducia riposta nel pubblico e negli artisti. Il writer modenese Luca Zanni in arte Zamoc e il riminese Lucio Bolognesi alias Basik, il pisano Gionata Gesi meglio noto come Ozmo e il maceratese Nicola Alessandrini sono al lavoro. C’è chi dipinge su impalcature e chi utilizza un braccio meccanico per spostarsi. Chi riempie gli spazi bianchi del muro rispettando le scritte che indicano i colori e chi invece segue la traccia nella mente sulla candida parete.

«È un progetto molto forte culturalmente parlando - sottolinea Jessica Andreola, direttrice del multisala - a cui partecipano quattro artisti italiani di fama internazionale. Sono molto emozionata: è veramente fantastico quanto andranno a fare». La metamorfosi da lettere a disegni è un’opportunità colta per il maltempo. «La grandinata aveva distrutto alcune lettere - prosegue Andreola - così abbiamo deciso di rinnovare. Potevamo mettere altre frasi. Poi Franco Canale ha avuto l’illuminazione di fare intervenire i writer insieme al Comune».

L’architetto sassolese Canale è il progettista della struttura. «Per dodici anni il Victoria ha rappresentato la “Casa del Cinema” con le sue frasi - spiega l’architetto - Adesso abbiamo voluto iniziare un nuovo percorso. Il “Secondo Tempo” si pone nella continuità più totale di quanto abbiamo effettivamente intuito, voluto e condiviso con i vari soggetti. Sarà una continuità nella contemporaneità».

Il progettista enuncia alcuni numeri del cinema. «Siamo la quinta struttura a livello nazionale in fatto di presenze - evidenzia Canale - e la prima nel rapporto tra posti a sedere e presenze. Ci poniamo un nuovo vestito in un’operazione di nuovo Rinascimento». Una rinascita sarà necessaria per un settore messo a dura prova nel 2020. La biblioteca resta aperta dal lunedì al sabato dalle 10 alle 18. Tuttavia, per altri spazi il futuro nel breve termine è tutto da scrivere. «Il settore ha bisogno di aiuti da sei mesi - l’sos di Malucelli - Abbiamo passato un’estate senza far nulla. Non abbiamo film americani, su cui basiamo gran parte del fatturato. Siamo stati aperti più per amore del cinema e del pubblico che per un fattore economico. Abbiamo bisogno di aiuti immediati, aiuti nei prossimi tre mesi e aiuti per il prossimo anno. Il ritorno alla normalità non avverrà immediatamente. Ci vorranno tra otto mesi e un anno per vedere la luce». Aiuti su cui punta l’attenzione Andrea Bortolamasi, assessore alla Cultura. «Mi auguro ci siano risposte quanto prima da parte del governo per il sostegno del settore culturale nel complesso - l’auspicio di Bortolamasi - Stiamo continuando a supportare per la nostra quota tutto il settore. Da soli non bastiamo: c’è stata la responsabilità dei gestori, adesso ci aspettiamo altrettanto dal governo». —