A casa con gli Este/ Quel capriccio del Settecento dove “soffrono” solo i colossi

A casa con gli Este/ Quel capriccio del 700 dove "soffrono" solo i colossi

MODENA Bisognerebbe guardarlo per ore questo quadro per capirne il fresco delle foglie, le ombre degli alberi e il gorgogliare dell’acqua. Una pittura fremente, tutta pennellate veloci e macchie di colore, a definire contorni di luci e di ombre.


Nato nel secolo dei lumi, Hubert Robert visse dipingendo paesaggi veri e inventati, rovine di antiche civiltà e giardini incantanti. Approdato a Roma al seguito dell’ambasciatore di Francia, Robert vi rimase a lungo.

Erano quelli tempi in cui a Roma i lumi faticavano a rischiarare le idee degli uomini e certi artisti si immaginavano imponenti monumenti e cupe rovine come il teatro di consumate passioni. Tra questi anche il Piranesi, grande incisore, che Robert frequentò per un po’.



A Roma, il nostro pittore conobbe anche un conterraneo gioviale, Jean-Honorè Fragonard. Con lui partì ad esplorare le bellezze del meridione d’Italia, disegnando vedute e monumenti che andarono poi ad arricchire le pagine del voyage pictoresque, un bel libro di viaggio con un titolo da sogno.

Quando il viaggio finì, Robert tornò in Francia dove si dedicò ai giardini del re. Sì, perché nel Settecento, secolo meraviglioso, i pittori spesso sovraintendevano ai giardini creando opere stupende con il verde, come con i pennelli.

Di giardini il nostro francese ne dipinse molti. In alcuni il pittore si libera della certezza della veduta e immagina capricci: pitture in cui si mescolano invenzione e realtà.

In questo dipinto, un corso d’acqua, un boschetto e un fontanone sono le quinte di un raduno di giovin signori e delle loro compagne.

Un sentimento di piacere vago e sottile da pic-nic en plein air pervade la scena. C’è anche chi lavora, come i barcaioli, ma senza troppo faticare. A guardar bene, gli unici che sembrano soffrire in questo paesaggio sono i colossi della fontana che grondano acqua come sudore guardandosi burberi attorno protetti da un grande leone, immobile, ma pronto a saltare. —



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