Italia da salvare, miti e fiabe: il viaggio nelle opere di otto creativi

Al Centro Studi Muratori è possibile visitare la rassegna con ingresso limitato a poche persone per volta 

la mostra

Michele Fuoco


All’opera di otto creativi viene affidata, nella mostra al Centro Studi Muratori di Modena, la capacità di testimoniare la dignità della cultura artistica nei diversi linguaggi e temi.

In ambito figurativo si svolge la ricerca di Giorgio Guazzi, disegnatore di cartoons al tempo della Paul Film. Passato dalla grafica alla fotografia pubblicitaria, ha privilegiato l’aerografo. Le sue composizioni di oggetti, di pomodori indicano come l’immagine non debba perdere concretezza e descrittività, con una attenta organizzazione figurale che caratterizza i ritratti di personaggi famosi, come il cantautore David Bowie e il cestista statunitense Michael Jordan.

È guidata, invece, dal piacere della scoperta Luciana Vassena che punta ad una visione mitica di aspetti di civiltà, anche remote, da cui trae elementi per raccontare, in una trama di corrispondenze, il nostro tempo. Si immerge nella natura, come luogo delle mutazioni, dalla pianta all’animale, dall’animale alla specie umana (donna aquila, spirito della montagna…), abbracciando forme alterne della creazione.

In una zona alta di felicità espressiva, con rinvii alla favola nasce “La dama e il principe azzurro” nella scultura polimaterica di Cristina Roncati. Della stessa sostanza si nutrono, su grandi pannelli, che acquistano aspetti dell’altorilievo, la fruttiera e anche “Lella e la rosa”, opera dedicata, con profondità di memorie, all’amica scomparsa.

Dei fiori Angela Maria Castagno offre un amorevole ricognizione immaginativa che esalta il senso della bellezza della natura, portata ad una dimensione intima, di esplosione d’amore. La pittura diventa ricognizione di stati d’animo dell’artista che avverte nostalgia per la purezza delle cose. È l’emozione, ma anche il desiderio, a farsi sostanza stessa di un’opera che tende al flusso lirico dei sentimenti.

Tra “divertissement” e ironia, talvolta anche amara, sulla realtà del nostro tempo, si svolge la ricognizione di Angelo Baldaccini che impiega materiali di scarto. Dall’immagine geografica capovolta dell’Italia e dell’Europa trae interrogativi: “Se il Nord fosse Sud, la realtà sarebbe uguale?”, “Ci stai a raddrizzare l’Italia?”, ma anche “Ci stai a mantenerla tale?”. È un’operazione che coinvolge il visitatore che può apporre la propria firma di consenso sull’opera, come ha fatto in passato anche Philippe Daverio.

Piace, come sempre, a Marco Carretti il rigore della composizione, con una struttura generativa fondata sulla figura geometrica, il rettangolo in particolare, e sul colore squillante che ne determina il significato (le stagioni), grazie anche a lune dorate che istituiscono una loro armonia con funzione di coralità di immagine astratta.

Con “libero segno in libero colore” Luigi Imbriale manifesta slanci vitali verso l’informale, con connotazioni affettive, personali e rievocative.

Forme con nuclei cromatici brillanti, accesi, di proliferante vitalità, di ebbrezza sensuale. È una esplorazione guidata dalla gioia creativa, alla scoperta di un mondo di luce e di colori. Gian Pietro Ghidoni si avvale di un linguaggio evocativo, con variazioni anche di pochi nuclei figurativi e innesti segnici inattesi, concepiti con calcolata irregolarità, che sanciscono il diritto dell’artista al proprio piacere, alla propria libertà, con una indagine sul tempo, sulle stagioni, sull’inferno, purgatorio e paradiso.

Mostra fino al 29 novembre (anche sul sito della galleria), da venerdì a domenica dalle 16.30 alle 18.30. Ingresso regolamentato a pochissime persone per volta, con mascherina obbligatoria e igienizzante all’ingresso. —

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