«Un luogo magico per ogni artista»

«Io sono stato molto felice che la mia prima esperienza registica, lo scorso anno, con "Nozze", abbia avuto luogo al Teatro delle Passioni per due motivi fondamentali: il primo è legato all'emotività quasi magica del luogo, che ti costringeva a pensare ad una peculiare messa in scena che tenesse conto della prossimità tra attori e spettatori. Il Teatro delle Passioni era la testimonianza fisica di come il teatro possa costruire ovunque un altrove. L'altro motivo di felicità nel debuttare come regista al Teatro delle Passioni è di natura più biografica, ha a che vedere col mio personale debutto a ERT come attore, nello spettacolo "Io parlo ai perduti" di Roberto Barbolini, un testo su Antonio Delfini, allestito proprio nei suoi spazi, per cui la perdita di questo luogo per me diviene come un lutto teatrale, molto personale».

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