A casa con gli Este. La natura morta di Cristoforo Munari per il Duca

A casa con gli Este / La natura morta di Cristoforo Munari per il Duca

MODENA I quadri che ritraggono i dettagli dell’ordinario, nature morte sono chiamate, raramente sono ovvi e in essi non c’è quasi mai niente di semplice né tantomeno di ordinario, come in questa natura morta dipinta da Cristoforo Munari per il Duca Rinaldo d’Este. Prima di tutto ci colpisce l’eleganza della composizione: la tovaglia di raso blu con al centro un risplendente vassoio pieno di leccornìe. Ci sono biscotti zuccherati, aranci e limoni.

Una casa di signori sicuramente. Ce lo dice anche il vasellame che viene da tutto il mondo: le chicchere di porcellana cinese e il bucchero di terra rossa messicano. Che lusso! Che raffinatezza!

Ma niente di fronte alla squisitezza del violino con la cassa armonica bruno-rossiccia risplendente di luce riflessa. Lo strumento è allungato di sbieco sul tavolo vicino alla frutta. L’archetto lì accanto poggia in perpendicolare sullo spartito che dal tavolo si srotola lungo la tovaglia come un nastro.

Più in basso, a destra, un mandolino rovesciato su una sedia di velluto rosso segue la diagonale dell’archetto. Dall’altro lato, sul ripiano in ombra accanto al tavolo centrale, gli fa eco un liuto abbandonato. La sua diagonale è interrotta dal profilo orizzontale del flauto che appare in bilico sopra il baule a sinistra, dietro cui si intravede salire in verticale il manico di una viola. Concerto muto di linee intersecanti per strumenti in riposo. Armonico come un teorema di geometria.

La geometria, quella euclidea, che per secoli ha definito il nostro modo di intendere il mondo e che qui appare nel libro aperto sullo sfondo. Diagrammi per governare il disordine, ordinare i pensieri. —

* DIRETTRICE

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