A Casa con gli Este / Saturno, il dio in crisi esistenziale

Nel libro di astrologia che Anna Sforza portò con sé a Ferrara gli influssi dei pianeti sugli uomini

“Saturno huomini tardi et rei produce, rubbaduri et buxiardi et assasini, villani et vili et senza alchuna luce”.



Non lascia spazio a dubbi questo testo di astrologia rinascimentale che Anna Sforza portò con sé da Milano a Ferrara quando vi giunse a seguito delle sue nozze con Alfonso I D’Este. Il libro, riccamente illustrato come si conveniva ad una duchessa, illustra gli influssi che i pianeti hanno sul carattere degli uomini.

I nati nei segni del capricorno e dell’acquario, in cui Saturno ha il suo domicilio, hanno uno spirito malandrino che li porta a compiere atti nefasti e poco adatti al viver civile. Ma del malessere degli uomini poco importa a Saturno, quando con passo pesante traversa i cieli. Anche lui soffre dei suoi stessi mali, irsuto e in disordine con vistose fasciature alle gambe e appoggiato ad un bastone nodoso, sventola nei cieli la falce della distruzione. È così che il pianeta viene raffigurato dal miniatore del manuale di Anna. Al centro di un disco di luce e circondato dalle rappresentazioni dei venti cardinali, il pianeta è impersonato da un dio in crisi esistenziale. Le malefatte dei suoi figli sono illustrate nella città ai suoi piedi. Una partita di scacchi, gioco nobilissimo, è occasione di discussione e tafferugli.

A destra, un bandito strappa la borsa piena di denari ad un giovane che cerca invano di difendersi dalla spada dell’assalitore. A sinistra, un ladro si è introdotto in una casa e lì ruba monete da una cassaforte. Un’altra casa, in secondo piano sulla destra, ospita una bisca dove è in corso una partita di dadi. Ricco o povero nessuno si sottrae all’influsso degli astri.

Chiamatelo destino, chiamatela fortuna, fanno tenerezza queste anime ribelli che senza saperlo seguono il percorso già tracciato dai pianeti nel cielo. —

* DIRETTRICE

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