Modena. Quartiere Musicisti: suona il campanello e al citofono ascolti le favole di Rodari

Il Teatro dei Venti propone una originale performance a domicilio. Servizio da offrire a parenti o amici rispettando le regole anti Covid 

MODENA Non si stupiscano gli abitanti della zona musicisti di Modena se in questi pomeriggi autunnali incontrano per le vie strani personaggi fuori dal tempo che camminano veloci, da un citofono all'altro, accompagnati da una musica dalle note retrò e parisien… Sono gli attori della compagnia del Teatro dei Venti che, in quella che gli stessi hanno definito con fantasia “zona turchina” (il quadrilatero compreso tra Via Puccini, Via Bonacini, Via Monte Grappa e Viale Verdi), si aggirano per raccontare, a chi lo desidera, “Favole al citofono”, portando a domicilio i racconti di Gianni Rodari, rigorosamente senza varcare la soglia dei portoni dei condomini, ma rimanendo in strada, al citofono appunto.

Modena, le favole al citofono nel quartiere Musicisti con il Teatro dei Venti

Una insolita performance dal vivo quella che la compagnia sta regalando al quartiere che, se non ci fosse stato il Covid, forse non avrebbe mai ottenuto così tanto successo. «È il nostro modo per restare accanto al pubblico “vicino di casa», quello che vive nel quartiere che ci ospita – spiega Salvatore Sofia del Teatro dei Venti  L'attore o l'attrice, sempre e solo uno alla volta, arrivano davanti alle porte di casa di chi ci ha prenotato, disinfettano con uno spray igienizzante il citofono, suonano il campanello e dopo il «chi è?» di rito parte la favola. A fine racconto ri-disinfettano il citofono e proseguono il viaggio nel quartiere alla volta degli altri appuntamenti prenotati".

Gli attori della compagnia coinvolti in questo progetto sono tre: Oksana Casolari, Francesca Figini e Davide Filippi. Come tre sono le favole di Rodari scelte: “Il paese senza punta”, “La strada che non va in nessun posto” e “Un giovane gambero”.

Ma la cosa davvero significativa che non può che intenerire chiunque, è che in casa, dall’altra parte del citofono, non ci sono solo bambini, ma anche tanti adulti, soprattutto persone anziane che grazie a questa iniziativa totalmente gratuita possono rompere quella triste e ormai quotidiana routine di solitudine con un breve momento di spensieratezza e compagnia.

«Ristabilire quel filo sottile, invisibile ma fortissimo che lega l’attore con lo spettatore significa per noi respirare una boccata di ossigeno – afferma l’attrice Oksana Casolari – Come lavoratori dello spettacolo stiamo vivendo un momento drammatico. E se il pubblico non può venire a teatro siamo noi che andiamo a casa del pubblico, mantenendo un distacco sano e giusto, cercando però di non perdere quel calore e quella condizione di relazione senza la quale ci sentiremmo smarriti. Il teatro oggi è chiuso al pubblico, subisce delle limitazioni, ma può trovare il modo di creare lo stesso incontri, senza cercare scorciatoie, senza per forza rifugiarsi in uno schermo. Siamo artigiani della relazione e sui limiti stiamo provando a costruire una poetica, una modalità di racconto e di condivisione».

Conclude il direttore artistico della compagnia Stefano Tè: «Questa performance di prossimità fa parte del progetto "Teatro Aperto", che prevede azioni quotidiane nel parco adiacente alla sede del Teatro dei Venti tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, per pochi minuti, senza creare assembramenti. Sono atti coraggiosi di resilienza in un momento storico che sta mettendo a dura prova la sostenibilità del nostro teatro». È convinto Tè: «I grandi teatri delle città dovrebbero riconoscere che le realtà piccole e indipendenti come la nostra e molte altre in città formano i loro spettatori anche indirettamente, alimentando e giustificando la loro esistenza. Per questo dovrebbero creare un fondo di emergenza a sostegno delle piccole realtà indipendenti come ha fatto il Ravenna Teatro - Teatro delle Albe, altrimenti per tanti di noi potrebbe essere davvero la fine». —