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Modena. Il Premio Strega e le donne. Lunghe attese di vittoria non proprio trasparenti

Un dossier di Giulia Caminito e Giorgia Tolfo analizza tutti i vincitori in 73 anni «Nessun dito puntato, ma il desiderio di capire le origini di questa disparità»

ARIANNA DE MICHELI

MODENA. «Sconcertano quei quindici anni trascorsi tra la vittoria di Melania Mazzucco nel 2003 e la conquista del Premio Strega da parte di un’altra scrittrice, Helena Janeczek, nel 2018. Un tempo di attesa che non trova giustificazione. Soprattutto in un’epoca, gli anni Duemila appunto, in cui la parità tra uomo e donna dovrebbe essere un dato di fatto. Sin dal principio eravamo consapevoli di un profondo divario. Il Premio Strega esiste da oltre settant’anni. Eppure l’elenco delle donne “vittoriose” conta soltanto fino ad undici. Certo, era lecito immaginare un’inclusione femminile progressiva. Ma la realtà ha smentito le aspettative. Voci di corridoio - che al momento restano tali senza conferma alcuna - sussurrano che il 2021 cingerà per la dodicesima volta con la corona d’alloro il capo di una candidata. Vedremo».


Così Giulia Caminito, giovane scrittrice romana che, laureata in filosofia politica, nel 2016 esordisce nel mare magnum della narrativa con La grande A. Ottenendo peraltro un riscontro sorprendente (Premio Bagutta opera prima, Premio Berto, Premio Brancati sezioni giovani). Alle 18,30 Giulia, in tandem con Giorgia Tolfo, presenterà introdotta da Beppe Cottafavi (diretta streaming sul sito Bper Forum Eventi) il dossier scritto a quattro mani “Tutte le donne del premio Strega”. Dossier che, a detta delle stesse autrici, non è uno studio definitivo. Quanto piuttosto il punto di partenza di un percorso ancora tutto da tracciare. Una riflessione di ampio respiro che non solo sottolinea il valore insito nell’analisi quantitativa applicata, ad esempio, all’editoria (editoria le cui scelte spesso non sembrano aver brillato per trasparenza). Ma che si propone anche di contribuire al dibattito pubblico sul ruolo giocato dalle scrittrici nell’evoluzione di un’Italia post bellica saccheggiata nel proprio “sapere” dal regime fascista. Un contributo privo di vis polemica. «Lungi da noi l’intento di puntare il dito contro il Premio istituito dai coniugi Bellonci, insostituibile archivio in grado di fornire indicazioni essenziali sulla storia culturale, sociale e letteraria ».

Come e quando è nata l’idea di scrivere “Tutte le donne del Premio Strega”? «Qualche mese fa, ossia durante il primo lockdown, avevo pubblicato su Facebook l’elenco di tutti i libri firmati da donne che sino alla fine degli anni Novanta avevano partecipato al premio in questione. Il post, che tra l’altro auspicava al recupero editoriale di opere ormai introvabili in catalogo, ha attirato l’attenzione di Giorgia Tolfo. Giorgia vive a Londra ed è ricercatrice nel campo dell’analisi dei dati applicata alle scienze umanistiche. Abbiamo pensato di unire le nostre competenze dividendoci i compiti. Lei si è occupata della raccolta nonché appunto dell’analisi dei dati. Io del commento e della ricostruzione storica».

L’ostacolo maggiore?

«La difficoltà di reperire informazioni esaustive online. Volevamo includere nel nostro progetto anche altri premi ma ci siamo scontrate con siti internet in tal senso molto carenti. Per la compilazione del dossier relativo al Premio Strega è stato necessario coinvolgere la stessa Fondazione Bellonci, oggi diretta Stefano Petrocchi. Cui va peraltro riconosciuto il merito di un grande lavoro sotterraneo in nome della parità tra uomo e donna. Anche dal punto di vista della giuria. Giuria che negli ultimi anni ha elevato le “quote rosa” al 50%. Il dossier non vuole in alcun modo sminuire il contributo della scrittura maschile. Semplicemente si colloca in un quadro più ampio che contempla il recupero, in ambito scolastico ed educativo, della tradizione letteraria novecentesca declinata al femminile. Consistente ma in buona parte dimenticata. Non è un caso che i nomi portati ad esempio siano sempre gli stessi. Difficile andare oltre Elsa Morante o Natalia Ginzburg. Questa sera alla diretta streaming parteciperà anche Melania Mazzucco che con “Vita” si è aggiudicata il “decimo” Premio Strega consegnato nelle mani di una donna».

Un’occasione ghiotta di confronto.

«Senza dubbio. Sarà molto illuminante conoscere il suo parere sul tema. In particolare mi interessa capire che cosa è successo nei periodi in cui è calato il sipario. Quando cioè le candidature femminili hanno subito battute d’arresto quasi totali. Mi auguro possa aiutarci a colmare diverse lacune». —