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Nevruz: «Sono uscito dal Covid scrivendo canzoni»

Il cantante: «Con la band anteprime di nuovi brani in streaming. La malattia mi ha mostrato quanta solidarietà mi circonda»

«Il 2020? Un anno da dimenticare. La pandemia ci ha travolto e stravolto, le nostre abitudini sono cambiate e così anche il nostro modo di relazionarci agli altri. Il mondo della musica e dello spettacolo sta pagando un prezzo troppo alto». Così Nevruz Joku. Il popolare cantante, che della Bassa modenese, ha dovuto interrompere i suoi progetti non solo musicali, quando erano pronti per decollare. «Speriamo che il 2021 possa essere l'anno della rinascita per tutti, anche per me che ho tanti progetti da concretizzare».

Sei stato colpito dal virus. Come hai passato quei giorni?


«Quest'esperienza mi ha dato modo di poter riflettere molto. Fortunatamente nel mio caso la malattia è durata poco però mi ha fatto capire che bisogna sempre seguire le norme di sicurezza. Fondamentale in quei giorni è stata la solidarietà ricevuta da tantissime persone. In questi mesi ho scritto nuove canzoni a cui sto lavorando assieme ai miei musicisti per pubblicare, quanto prima, il quarto album».

Diversi i progetti che hai dovuto interrompere, tra i quali il laboratorio “La voce che cura" con la riscoperta dei canti arcaici e gli aspetti curativi della voce.

«Con l'associazione culturale Trame 2.0 e Social Point di Modena, “La voce che cura” aveva già convinto molti esperti nel settore e fatto crescere in questi anni sempre più partecipanti alla riscoperta dei canti arcaici e degli aspetti benefici e curativi della voce. Il mio laboratorio aveva trovato inserimento anche all'ospedale psichiatrico Villa Igea e nelle scuole. Purtroppo con il Covid l'esperienza è stata sospesa e speriamo di riprenderla quanto prima».

È stata bloccata anche la tournèe della NevruzBand di otto date dopo la vittoria del Premio Bindi 2019.

«Con i brani “Il legale sul palco” e “Malatesta” ho vinto il Premio Bindi 2019 - Nuova Imaie, premio che prevedeva il finanziamento di otto concerti live nel 2020 a sostegno del mio progetto discografico Il mio nome è nessuno. Con il manager Giancleofe Puddu della Gp Eventi avevamo già pianificato tutto, ma la tournée è stata prorogata e si dovrebbe svolgere entro il 30 settembre di quest'anno».

Riparti con una nuova band?

«Riparto con la NevruzBand che vede Lorenzo Vacondio alla chitarra, Alberto Medus Francia al basso, Andrea Rovituso alla batteria e Jay Marchini alle tastiere e cori».

Continuerà anche il sodalizio artistico Skiantos feat Nevruz?

«Da un paio d'anni collaboro con gli Skiantos, con la quale ho girato l’Italia in tour. Sono onoratissimo di prestare le mie corde vocali a questo storico gruppo. Canto alcune canzoni ed in altre suono la batteria. Ho anche scritto nuovi brani con loro».

Il tuo nuovo progetto discografico a che punto è?

«In corso. Abbiamo approfittato del blocco delle attività live per privilegiare la creatività. Nel frattempo però ho lanciato qualche anteprima sui social come ad esempio il brano demenziale “Buongiorno 2020”. E ho chiuso l'anno con una diretta con uno show case di sei brani in streaming». —