“Cosmic Ramber”: viaggio musicale per il debutto di Fry Moneti dei Modena City Ramblers

«Un lavoro in cui convivono generi e strumenti realizzato in libertà espressiva in tutti i brani»

MODENA Tanti palchi, tantissimi chilometri, teatri, studi di registrazione, aeroporti, persone, musicisti e pubblico, esperienze indimenticabili, in Italia e nel mondo. Dopo quasi trent'anni di carriera Fry Moneti, violinista e polistrumentista, membro dei Modena City Ramblers e Casa Del Vento, arriva al debutto solista con l'album “Cosmic Ramber” in uscita oggi per New Model Label – dist. Audioglobe. Un viaggio musicale di un uomo che ama viaggiare, ed ha viaggiato tanto, ma che sa bene da dove proviene e dove vuole tornare. Come l'astronauta perso nello spazio della copertina disegnata dal fumettista Daniele Caluri.

«Visti i miei impegni con i due gruppi e come turnista,- spiega il musicista - non ho mai avuto del tempo per dedicarmi ad un disco solista anche se mi balenava nella mente. Questo lockdown ci ha messi tutti con le spalle al muro e mi ha dato tempo per dedicarmi al disco e ad un libro che dovrebbe uscire nei prossimi mesi. Si tratta di un romanzo ambientato nel mondo della musica dell'Italia dei primi Anni Novanta. Una fotografia della musica e delle mode di quel periodo». Un album quello di Fry Moneti realizzato in totale libertà e concepito nel corso degli ultimi due anni, con un ristrettissimo nucleo di persone fidatissime, senza scadenze e senza pressioni.


«Un disco – prosegue il violinista dei MCR - nato come lo immaginavo, totalmente libero e in piena libertà espressiva in tutte le canzoni».


Nel disco si notano le radici Irish che hanno reso celebre il suono delle tue band
«Ma anche tanti altri elementi, dalle influenze africane a quelle balcaniche, mediorientali, e poi ancora, il rock, l'elettronica, la passione per gli strumenti a corde in ogni loro forma. I brani sono usciti con una fluidità che mi ha impressionato. Ho fatto coabitare strumenti che suono da trent'anni con strumenti che suono da tre giorni, con l'approccio e l'entusiasmo di un bimbo lasciato solo in una stanza piena di giocattoli».


Da segnalare anche la presenza di alcuni amici-ospiti.


«Ho avuto l'onore di ospitare tra i solchi di questo lavoro dei musicisti, fotografi e disegnatori straordinari che ho la fortuna di poter considerare amici. Voglio ricordare Francesco Di Bella (24 Grana), voce nel singolo “This Is The World We Live In”, che vede anche il mio debutto come cantante. La partecipazione di Alfonso “Fofo” Bruno, chitarrista e compagno di strada di Di Bella. Sempre nello stesso brano, la batteria di Marco Confetti, musicista toscano che ha suonato anche al fianco di Sting. Patrizio Fariselli, pianista e tastierista degli Area, presta il suo tocco inconfondibile al synth e al piano in “African Scars” mentre Alfio Antico suona i suoi tamburi a cornice in “My Sweet Tsunami”, accompagnato da Mattia Antico al dulcimer».


Visto il periodo di pandemia in atto come è stato realizzato tecnicamente l'album?
«Gran parte delle registrazioni le avevamo fatte nel periodo in cui ci si poteva muovere. Nei mesi di pandemia abbiamo utilizzato molto il web da casa propria. Diciamo che il disco è stato lungo ma il tempo in studio relativamente breve. E' stato sicuramente un lavoro di collage».


L'album è stato anticipato dal brano “Jerusalem Vibes”.
«Sono stato ben tre volte in Palestina a suonare e sono stato rapito dalla bellezza di Gerusalemme. La zona del mercato e un'orgia di colori e suoni come le indimenticabili session nei nascosti bar della città con musicisti del luogo. E' stato quasi un obbligo dedicare una canzone a questa bellissima città».


C'è una canzone dedicata a tuo figlio
«Si tratta di ”Lorenzo The Magnificent” ed è dedicata a mio figlio nato due anni fa. Il brano riunisce tre generazioni di Moneti: mio padre Nanni al banjo, io e un campione vocale di Lorenzo».


Cosa stanno facendo in questo periodo i Modena City Ramblers?
«Ci stiamo dando da fare. Proprio qualche giorno fa ci siamo riuniti per cercare di pianificare gli eventi futuri, sperando che questo periodo difficile possa passare presto. Stiamo organizzando qualche concerto in streaming ma, voglio sottolineare, che ci mancano i concerti dal vivo, a stretto contatto con il pubblico. Insieme ai Nomadi siamo quelli che stanno di più sulla strada. Abbiamo anche un nuovo batterista e non vediamo l'ora di presentarlo». —