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Salmoni: «Dal passato al futuro Modena ha tutto per poter diventare città creativa Unesco»

II percorso per ottenere la nomina  a città di riferimento per il 2021. La cultura digitale arma vincente 

Modena. «Fare della creatività e dell'industria culturale il centro del proprio piano di sviluppo a livello locale ed essere pronti a collaborare attivamente a livello internazionale. Questo è quanto deve fare una città Creativa Unesco. E questo, io ne sono convinto, Modena è assolutamente in grado di fare». Parole di Vittorio Salmoni coordinatore nazionale delle Città creative italiane appartenenti al network Unesco, che ha accettato di indossare i panni di un ideale “Virgilio” per accompagnare la nostra città in direzione della nomina a "Città creativa Unesco 2021 per le Media Arts".

E oggi spiegherà come fare nel corso della conferenza online (visibile sulla pagina Facebook di Città di Modena) in programma alle 11, nel corso della quale si presenteranno i rappresentanti dei dieci istituti, che in rete fra loro e col Comune, compongono il “Comitato promotore” a sostegno della candidatura. Si tratta di Comune di Modena, Fondazione Modena, Gallerie Estensi,Laboratorio Aperto, Fmav Unimore, Ago – Fem, Ert, Teatro Comunale, Art-ER e, infine, Fondazione Collegio San Carlo. Il Network delle Città Creative è un programma Unesco attivo dal 2004, che coinvolge una rete di 246 città di 72 paesi nei cinque continenti. L’obiettivo è quello di promuovere conoscenza, cooperazione e progetti tra le città che hanno identificato nella cultura e nella creatività i propulsori del loro sviluppo suddivisi in sette aree : Musica, Letteratura, Artigianato e Arte Popolare, Design, Media Arts, Gastronomia, Cinema.


Architetto Vittorio Salmoni quale sarà il suo ruolo in questo percorso di candidatura della nostra città?

«Poiché io sono anche coordinatore della città di Fabriano che ha avanzato e ottenuto la candidatura nel 2011 il mio compito sarà quello di aiutare Modena a sviluppare il progetto avanzato dal sindaco in carica e diretto dal primo cittadino insieme all’assessore alla cultura, come da procedura. Infatti compito delle città italiane della rete è quello di aiutare le nuove nel loro percorso. Così io sono stato scelto per aiutare Modena come già mi era capitato nel 2015 seguendo il progetto per la candidatura di Roma».

In cosa consisterà il suo intervento oggi?

«Il mio compito sarà quello di relazionare quale saranno i punti principali del progetto. Illustrerò inoltre quali caratteristiche deve possedere una città per concorrere alla candidatura e quali saranno gli step che caratterizzeranno il percorso per poter entrare a far parte della Rete».

Modena può avere le caratteristiche per ottenere questo riconoscimento?

«Nell’area delle “Media Arts”(intesa come la versione artistica della cultura digitale), Modena da anni si è distinta per aver raggiunto una identità creativa digitale di altissimo livello. È una delle città italiane più avanzate sia perché sul territorio insistono aziende, produzioni e soggetti culturali che utilizzano e fanno ricerca in quest’ambito che perché la politica istituzionale stessa ha lanciato un grande piano di produzione del digitale della città con l’importante investimento fatto per il "Data Center Innovation Hub"».

Quale è il valore oggi di far parte di questo network?

«Tutte le Città Creative sono impegnate nello sviluppo e nello scambio di buone pratiche innovative per rafforzare la partecipazione alla vita culturale e per integrare la cultura nelle politiche di sviluppo urbano sostenibile. Inoltre, la Rete sostiene gli scambi artistici e il partenariato della ricerca sia con le città della rete che con il settore pubblico e il settore privato».

E nell’era post Covid?

«A causa della pandemia le politiche e le attività del network sono molto cambiate: Le relazioni umane in presenza prima erano al centro delle attività e degli incontri. Ora per forza ci siamo spostati on line, in attesa di ritornare in presenza, ma l’attività è proseguita grazie anche a figure della rete come la “Commissione nazionale Unesco”».