Con “Arti al Tempio” cresce a Modena la scuola dello spettacolo

Attività didattiche, formative e culturali per avvicinare giovani e non solo al palco  Laura Polato: «Proponiamo anche l’approccio innovativo del Metodo four»

MODENA. Da settembre 2020 un nuovo e innovativo progetto di didattica musicale denominato “Metodo Four”, dedicato anche alle persone con disabilità, ha preso il via a Modena nei locali del Teatro Tempio di viale caduti in Guerra, in collaborazione con “Arti al Tempio”, l’iniziativa artistica multidisciplinare nata dall’idea del modenese Angelo Santimone, presidente dell'associazione Tempio, con lo scopo di far convergere nei locali diocesani attività didattiche, formative e culturali che abbiano tra le loro finalità anche quella di creare eventi e spettacoli. Laura Polato e Nicola Elias Rigato sono i responsabili di questo progetto. «Una procedura innovativa e coinvolgente che lavora sulla musica e sulla parola – spiega l’insegnante Polato - ispirato alla “Pedagogia per Il Terzo Millennio di Fondazione Patrizio Paoletti” che sia io che Nicola studiamo da molti anni. Inoltre – continua Polato- questo approccio mette in primo piano la relazione, la creatività, il coinvolgimento e l’inclusione, abbattendo qualsiasi tipo di barriera e mettendo in armonia corpo, emozioni e pensieri. Per questo ben si addice all’insegnamento della musica anche alle persone che presentano disabilità o fragilità». Ma ora, a causa dei ripetuti stop delle discipline dello spettacolo che si alternano dall’inizio della pandemia, "Metodo Four" insieme a tutte le attività che fanno parte del progetto “Arti al Tempio” stanno cominciando seriamente a vacillare. zFare arte, fare cultura, è fondamentale, perché in questo periodo stiamo perdendo una parte dell'essere umano che è nell'anima – sottolinea ancora la musicista Polato – e noi non vogliamo arrenderci, deluderemmo i nostri alunni. Abbiamo infatti continuato a fare lezione on line seppur con grandi difficoltà, visti anche i nostri interlocutori, ma siamo consapevoli che tutto ciò non può procedere all’infinito se non riceveremo aiuti per continuare a portare avanti le nostre attività».

«Non ci meritiamo di soccombere - aggiunge infatti Santimone- in questo periodo di stop non siamo rimasti fermi, abbiamo attivato tutte le nostre forze per rendere gli spazi del Teatro Tempio luoghi adeguati alle nuove richieste dovute alle normative anti Covid, ma purtroppo a poco è servito. In ogni caso, grazie anche al lavoro di tanti soci e volontari e del signor Massimo Mottola a cui vanno grandi ringraziamenti, abbiamo reso il luogo più bello e funzionale, trasformando il vecchio teatro in un vero gioiello che, pandemia permettendo, vorremmo inaugurare nel mese di marzo. Durante il lockdown infatti il teatro era stato completamente smantellato poiché la sala era stata trasformata in un grande service alimentare promosso dalla Caritas diocesana insieme a Acli, Lions club, Croce Rossa e Croce Blu, che hanno servito oltre 400 pasti a settimana a tutti quelli che in quel momento erano in difficoltà alimentare. Ma non è tutto, oltre al teatro abbiamo sistemato anche tutte le piccole e grandi sale, attrezzandole con strumenti, cablaggi, specchi per la danza, e tutto quello che serve per svolgere al meglio le attività».


Adesso però le associazioni si trovano in grande difficoltà e se le attività non ripartiranno a beve tutto potrebbe andare perduto. «Quello che chiediamo ora – concludono Santimone e Polato è che sui nostri progetti venga rivolta la giusta attenzione e condivisione sia da parte degli enti pubblici locali che da realtà private interessate a promuovere la cultura. Siamo certi di essere un‘importante realtà culturale del territorio al pari di tante atre. A breve saremo ricevuti dall’assessore alla cultura, che si è reso disponibile all’ascolto riconoscendo l’importanza e il valore dei nostri progetti, nella speranza che possa nascere una partnership importante perché purtroppo senza risorse economiche e con tutte le attività ferme rischiamo la nostra sopravvivenza». —

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