A casa con gli Este/ Gli “amori malati” di Apollonio di Giovanni

MODENA È un amore malato quello che lega il marchese di Saluzzo a Griselda. Il giovin signore preferiva passare le giornate a uccellare, a cacciare cioè coi falchi, piuttosto che pensare alla stirpe e maritarsi. Parenti e amici però lo spingono a fare il suo dovere ed egli decide perciò di sposarsi, ma con una pastorella, povera e bella. A questa chiede completa e imperitura ubbidienza. Griselda, questo il nome della giovane, accetta e nonostante il marito la sottoponga a prove di efferata crudeltà, ella rimane sempre fedele alla sua promessa.

Griselda gli rimane ubbidiente e sottomessa anche quando il consorte le fa credere di aver ordinato la morte dei figli e anche quando la caccia facendole credere di voler sposare una donna più giovane e bella. Solo allora il marito si convince di aver sposato la donna giusta e la accoglie di nuovo in casa onorandola come si deve. Boccaccio, autore di questa novella, loda il carattere fermo della donna, che diventa così un modello di virtù e di comportamento per le giovani spose.

Un esempio da seguire, una lezione da tenere a mente. Per questo la storia si trova spesso a decorare i cassoni nuziali, bauli che accompagnavano le neo-mogli nelle loro nuove case. Oggetti parlanti che “insegnavano” alle donne a diventare accondiscendenti e remissive, come fossero anch’esse mobilio.


Nel pannello dipinto da Apollonio di Giovanni la storia si svolge da sinistra a destra in rapida progressione. Il ricco signore annuncia agli amici la decisione di sposarsi, guida il corteo che muove verso destra e arriva dinnanzi alla giovane donna nullatenente. Qui il marchese porge a Griselda l’anello nuziale. Lei è nuda, lui è vestito di ricchi panni. Lui proviene da una ricca dimora, lei abita in una catapecchia crepata. Lui si muove, lei aspetta. Lui agisce, lei obbedisce. il matrimonio di Griselda è narrato come una festa, un salvataggio, il riscatto della virtù. E invece è una condanna. —