La sfida di Cappelletti alla Golden Globe Race

FIRENZE. L’avventura corre sull’acqua. Ai limiti del concepibile. E quanto fa Francesco Cappelletti, velista toscano di Montevarchi, che nel 2018 ha partecipato alla “Golden Globe Race” , la celebre competizione velica organizzata per la prima volta dal “Sunday Times” nel 1968, considerata la madre di tutte le regate transoceaniche in barca a vela, in solitaria, senza scali e senza assistenza (per portala a termine furono necessari 313 giorni). Un documentario, “30.000 miglia al traguardo”, firmato da Gia Marie Amella e Giuseppe Mangione, che da mercoledì 24 fino al primo marzo è disponibile in streaming sulla piattaforma Più Compagnia (www. cinemalacompagnia. it), racconta l’impresa di Francesco Cappelletti, l’unico italiano nel 2018, e il secondo in assoluto, a partecipare alla competizione, che però aveva visto nella prima edizione la presenza di un altro nostro connazionale, Alex Carozzo, al quale è stata tre anni fa dedicata una sezione della gara. Amella e Mangione descrivono tutte le fasi che hanno preceduto la partenza. Dalla ricerca dell’imbarcazione (battezzata con un nome che è tutto un programma, “007”), agli scrupolosi preparativi, dalla messa a punto dell’equipaggiamento e dei materiali. Giunge poi la sfida, l’attenzione dei media internazionali per una impresa che sembra impossibile, fino ai video-diari realizzati durante la traversata dallo stesso Cappelletti, preziosi testimoni di condizioni estreme e di stati d’animo dove si alternano libertà, introspezione, fatica, scoraggiamento, ripresa. G.R.