La tratta degli schiavi con Samuel L. Jackson

milano. «Si parla sempre solo delle navi che sono arrivate a destinazione, non di quelle che non sono mai arrivate. C’erano navi che affondavano con i nostri antenati e noi vogliamo raccontare le loro storie. “Enslaved” è molto più di una serie tv; per me è il tentativo di ridare la voce a milioni di persone: voce che era stata messa a tacere». Così l’attore Samuel L. Jackson introduce “Enslaved: la crudele tratta atlantica degli schiavi afroamericani” la docu-serie tv in sei episodi condotta dallo stesso Jackson, insieme ai giornalisti e documentaristi Afua Hirsch e Simcha Jacobovici, in onda su History Channel da stasera alle 21 (due episodi a serata).

È la drammatica ricostruzione della tratta – durata 400 anni – di esseri umani dai Paesi africani al nuovo mondo: oltre 12 milioni di persone rapite e vendute in schiavitù, di cui almeno 2 milioni morti durante il viaggio. Nel primo episodio Jackson intraprende un viaggio personale, dopo aver scoperto che il suo Dna risale alla tribù Benga del Gabon. Accolto come un figlio perduto che è tornato a casa, partecipa ad un rito di iniziazione. —