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Marco Filadelfia canta le storie d’amore dei ragazzi di oggi in versione Instagram

Il cantante formiginese abbandonati i sogni di gloria nel calcio si è dedicato a tempo pieno all’altra grande passione: la musica 

Formigine. Aveva sognato le “notti magiche” del calcio ma è la musica che l'ha portato alla ribalta. Il formiginese Marco Filadelfia, con un passato nelle giovanili del Modena e del Carpi, a causa di due infortuni alle ginocchia ha dovuto dire addio al suo sogno ma ne ha trovato un altro: scrivere e cantare canzoni. Da qualche giorno è in radio e su tutte le piattaforme digitali , il suo nuovo singolo "Le solite stories" . «Racconta una storia d’amore attraverso un brano rap urban che, come tutte le IG stories, ha un suo inizio e una sua fine – spiega Marco - Una persona che fa parte della tua vita nel XXI secolo fa parte anche dei tuoi social: ma una volta finito tutto, quella storia infinita diventerà solo un ricordo nell’archivio di Instagram. In questa canzone racconto la parte più difficile di un amore, che è la fine. A giorni uscirà anche il video con Vevo e le riprese sono state fatte in molte città Italiane». “Much Fila”, un nomignolo che si porta dietro fin dall’adolescenza, è un grande comunicatore molto seguito sui social. Un cantante? Uno youbtuber? Uno scrittore? Forse un po' di tutto visto che nel 2016 ha pubblicato anche il suo primo libro “Con il cuore tra le nuvole” per Mondadori. Oggi la sua pagina Facebook ha oltre 300mila followers, il profilo Instagram oltre 100mila e sul canale Youtube ha oltre 24mila iscritti.

«Mi considero più un comunicatore. Un artista vero è quello che riesce a far trasparire le proprie emozioni raccontando anche momenti difficili come quelli che stiamo vivendo. Io comunico principalmente con i social per fare arrivare il mio messaggio a tantissime persone. E' un linguaggio adatto alla mia generazione. Io vengo dalla strada ed è un bene che internet venga usato da tutti».


Nel precedente brano, “Jumanji”, uscito nel dicembre 2020, Marco Filadelfia raccontava l'ambiziosa vita dei giovani d'oggi, che si muovono all'interno di una giungla urbana caotica e materialista.

«Una giungla dove tutti vogliono sembrare piuttosto che essere – prosegue Marco – C'è tanta confusione nella società di oggi. Bisognerebbe sviluppare le qualità che si hanno, piuttosto che che sperare di raggiungere una vita che si fonda su falsi valori».

Marco, quanto è cambiata la tua musica in questi anni?

«Tanto. Prima era più un percorso di etichette mentre oggi, avendo più indipendenza economica, riesco a dare alla musica quello che merita e non utilizzarla come un prodotto per arrivare. Riesco a dire quello che voglio come credo. Io con la musica cerco di sfogarmi facendolo con quella spensieratezza musicale che spero possa arrivare anche agli altri. Mi sento più maturo ma anche più sereno».

Hai qualche rimpianto per aver abbandonato il calcio?

«È ovvio, il calcio è stato il mio primo sogno che non si è realizzato. Adesso faccio parte della squadra della Nazionale Cantanti ed ho giocato, a scopo benefico, con Alessandro Del Piero, Francesco Totti, Antonio Cassano e tanti altri. Se non avessi mollato il calcio sarei riuscito a giocare insieme a questi grandi campioni oppure sarei precipitato nelle serie inferiori? E' una domanda a cui sono so dare una risposta. Non dimentichiamo che il calcio è entrato nella mia vita prima della musica».

Sei spesso in viaggio per lavoro, cosa rappresenta Formigine nella tua vita.

« E' sempre una emozione tornare a casa dopo un viaggio. Tra qualche giorno mi trasferirò a Milano per meglio seguire la mia attività ma a Formigine ci sono i miei amici, la mia famiglia e tanti altri ricordi che porto sempre con gioia nella mio cuore. Formigine resta sempre la mia casa».