«I robot? Saranno parte della nostra vita anzi, in realtà già lo sono»

"L'intelligenza non è artificiale. La rivoluzione tecnologica che sta già cambiando il mondo" È il titolo del nuovo libro della professoressa di Modena Rita Cucchiara sul nostro futuro

modena Robot che consegneranno la spesa agli anziani, che porteranno fuori il cane, che ci faranno semplicemente compagnia nella vecchiaia. 
«Sono abbastanza sicura del fatto che prima del 2030 avremo molti robot sociali intorno a noi – dice la docente di Unimore Rita Cucchiara, una delle massime esperte nel campo della visione artificiale e della robotica (c’è lei alla guida del Consorzio Interuniversitario Nazionale per l'Informatica e del Laboratorio Nazionale Artificial Intelligence for Intelligent Systems). Se molti cittadini con l’Intelligenza Artificiale (AI) non hanno ancora familiarità e la credono lontana dalla “vita vera”, a livello europeo se ne discute eccome e ci si domanda sempre di più come renderla affidabile e sicura. L’Italia? Ha una strategia chiara ma non investe ancora abbastanza nella ricerca in AI” – spiega Cucchiara, che nel libro “L’intelligenza non è artificiale” racconta la storia e l’evoluzione di una tecnologia che sta già cambiando il mondo».
 
Partiamo dal titolo: una provocazione per ricordare, una volta in più, che dietro all’AI c’è sempre l’uomo?
« Non una provocazione, un fatto. L’AI è una disciplina appartenente all’ingegneria informatica e all’informatica e dunque, come tale, nasce dall’intelligenza umana».
 
“Intelligenza Artificiale” è un termine che a molti cittadini si presenta ancora come una “scatola nera” eppure è più vicina a noi di quanto si pensi. Può farci qualche esempio di sue applicazioni che già influenzano la nostra vita quotidiana?
 
«Google mail, dal momento che tutte le mail di Google vivono, analizzano, lavorano per AI. Google Maps, che ci dà tutte le informazioni e le ricostruzioni delle strade attraverso l’AI. I sistemi di raccomandazione di Amazon sono tutti basati sull’AI, la produzione industriale, la finanza, l’automazione di robot ne fanno enorme uso così come la medicina la utilizza ogni giorno nell’analisi dei propri dati e delle proprie immagini».
 
Parliamo di robotica sociale: nel libro spiega che presto avremo, ad esempio, robot che consegneranno la spesa agli anziani. Quando?
« Non posso saperlo con precisione perché l’evoluzione è estremamente rapida però le nostre ricerche guardano sempre a 10 anni di distanza quindi per me “presto” potrebbe significare nel nostro decennio. Sono abbastanza sicura del fatto che prima del 2030 avremo molti robot sociali intorno a noi. Già ora esistono alcuni algoritmi di intelligenza artificiale che entrano negli elettrodomestici quindi non è azzardato affermare che le nostre lavatrici sono sempre di più dei robot intelligenti. Vede, non dobbiamo pensare al robot come a qualcosa che deve essere per forza antropomorfo… quello di cui ha bisogno è semplicemente la capacità di interagire con l’uomo, compiendo servizi con una grande autonomia e con una propria intelligenza. Anche il nostro telefono lo è».
 
Scrive che, come ogni tecnologia, l’AI non è né buona né cattiva ma può essere usata in modo corretto oppure inopportuno. Quali rischi stiamo correndo?
 
«I rischi sono moltissimi, la Comunità europea li ha ben chiari e li ha definiti in alcuni documenti tra cui il “Libro Bianco sull’Intelligenza Artificiale: Un approccio europeo all'eccellenza e alla fiducia” del febbraio 2020. Alcuni sono legati alla mancanza di trasparenza, altri riguardano la gestione non chiara dei dati, altri ancora sono rischi di accountability (responsabilità) dato che diventa necessario chiarire di chi è la responsabilità dell’AI. Se un robot collaborativo per errore uccide un lavoratore…di chi è la colpa?» 
 
Lei è tra quelli che l’intelligenza artificiale in Italia la progetta giorno per giorno, può dirci a che punto siamo oggi nel nostro Paese?
«Parliamo di uno dei maggiori driver economici del mondo, ed è estremamente importante che lo diventi anche da noi. L’Italia non sta investendo in modo esplicito sull’AI, sta proponendo di farlo ma, di fatto, non ha ancora inserito nella propria agenda finanziamenti chiari all’AI e soprattutto alla ricerca in AI. Il rischio è quello di adottare ed utilizzare tecnologie fatte da altri e noi invece abbiamo assolutamente bisogno che queste tecnologie vengano studiate, definite, prodotte e mantenute nel nostro Paese. Sta succedendo ora per i vaccini e allo stesso modo deve essere valido per queste tecnologie importanti. Inoltre abbiamo bisogno che le competenze rimangano qui. Diciamo quindi che una strategia italiana sull’AI esiste ed è ben chiara ma non sono ancora stati stanziati i fondi per la ricerca».
 
Nell’ultimo periodo di che cosa si sta occupando? Qualche novità importante nel settore?
In Unimore AImageLab siamo in tanti, cito tre novità. La prima è un progetto europeo appena iniziato sulla personalizzazione robotica - PERSEO - anche orientato alla esplicabilità delle azioni robotiche unendo visione e linguaggio; la seconda è una ricerca su AI per il fashion: assieme Yoox Net-A-Porter Group stiamo cercando di sviluppare algoritmi che riconoscano i prodotti della moda anche per farli indossare virtualmente a modelle o ad acquirenti; il terzo, estremamente importante in un mondo di pandemia, è il progetto che il prof. Simone Calderara ad AlmageLab sta conducendo con l’Agenzia Spaziale Europea sull’analisi di immagini satellitari per l'apprendimento automatico e il riconoscimento di aree geografiche di potenziale rischio per la salute sia umana che animale».

 

Ad agosto aveva detto che a Modena eravamo al lavoro per costruire un nuovo edificio solo per i laboratori di Visione e Intelligenza Artificiale. A che punto siamo?

 

«Il progetto esecutivo è pronto da mesi ma il bando di gara per la costruzione purtroppo non è ancora partito. Sono fiduciosa che il mio Ateneo lo farà nelle prossime settimane anche grazie all’aiuto dell’Ordine degli Ingegneri». —

Si chiama “L’intelligenza non è artificiale. La rivoluzione tecnologica che sta già cambiando il mondo" il nuovo libro di Rita Cucchiara, una delle massime esperte nel campo della visione artificiale e della robotica, che l’autrice presenterà in streaming per la rassegna del Forum Eventi. Appuntamento oggi alle 17.30 sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Bper Forum Monzani. A dialogare con Cucchiara sarà Federico Ferrazza.