“Ma lò” a Carpi: «Portiamo in tavola le emozioni della nostra infanzia»

Lò nasce a Carpi nel novembre 2019 per volontà di Martino e Lorenzo, giovani ambasciatori della tradizione gastronomica emiliana. Tradizione di cui i due fratelli hanno riscritto le regole proponendo, con estro contemporaneo e piglio innovativo, una cucina legata a doppio filo al territorio.

CARPI Ma Lò nasce a Carpi nel novembre 2019 per volontà di Martino e Lorenzo, giovani ambasciatori della tradizione gastronomica emiliana. Tradizione di cui i due fratelli hanno riscritto le regole proponendo, con estro contemporaneo e piglio innovativo, una cucina legata a doppio filo al territorio. «Abbiamo deciso di metterci in gioco – racconta Lorenzo - di esprimere in modo compiuto un’idea di cucina molto nostra che affonda le radici in quelle stesse emozioni vissute durante l’infanzia».

In cucina con lo chef/ Carpi, ristorante Ma lò: ecco i nostri passatelli asciutti

Cuore, gusto, sapori di casa, ricerca continua. Il menù firmato Ma Lò è sintesi sopraffina di “tutto ciò che ci è sempre piaciuto sin da bambini” e regala quotidianamente nuove sorprese per il palato. Non mancano infatti i piatti fuori carta che, al pari di quelli scritti nero su bianco, cambiano passo al ritmo delle stagioni. Ogni portata, dall’antipasto al dolce, contempla eccellenti ingredienti a chilometro zero o comunque assai ridotto. Materie prime quindi di produzione locale che i fratelli Novelli selezionano con grande cognizione di causa. Martino non è nuovo al mondo culinario. Ha infatti maturato parecchia esperienza nel settore della ristorazione, sia in Italia sia all’estero.

«È stato per diverso tempo in Belgio, lavorava in un ristorante di Liegi» conferma Lorenzo. Per poi ribadire: «La passione per il cibo ci accomuna da sempre. Sì, è proprio una questione di famiglia, un’eredità importante: al pari dei nonni nostro padre ha sempre cucinato». Una comunione quella tra i due fratelli che, subito sottolineata dal nome di battesimo scelto per il locale, si rivela carta vincente anche al tempo di Covid. Quando cioè asporto e delivery diventano parola d’ordine nonché ancora di salvezza tanto in zona rossa quanto in tutte le sfumature di arancione. «Non ci siamo mai fermati e continuiamo a guardare avanti. Lo scorso anno abbiamo attivato senza indugio il servizio di consegna a domicilio che le persone potevano ordinare direttamente online. Sì, il delivery ha riscosso un immediato successo e la lista degli estimatori si è persino allungata. Il ristorante ha infatti trovato nuovi clienti. Ora le richieste sono diminuite, il lavoro è calato parecchio e la situazione diventa sempre più drastica. Anche perché, nonostante le severe misure di contenimento del virus, di tutto ciò ancora non vediamo chiaramente la fine. Ma lungi da noi anche solo il pensiero di mollare».

La determinazione certo non fa difetto a Lorenzo e Martino che, partiti in quarta, a distanza di poco più di un anno dall’inaugurazione del locale si sono dovuto confrontare con la pandemia. Un confronto a muso duro che però non ha impedito ai fratelli Novelli di proseguire dritti per la propria strada senza mai tradire i presupposti degli esordi. Qui al civico 13 A di viale Muratori la pasta viene rigorosamente preparata in casa, cioè “come una volta”.

Ma Lò infatti si identifica tanto in un ristorante quanto in un vero e proprio laboratorio di cucina dove si respira aria di famiglia. «Vogliamo che i clienti si sentano a casa e…sì, un po' come ci sente la domenica a pranzo dalla nonna. Sia in termini di gusto sia per quanto riguarda l’atmosfera. Motivo per cui abbiamo creato un ambiente caldo e accogliente ove nulla è lasciato al caso. Ogni dettaglio è stato curato da entrambi con molta attenzione».

Antipasti della tradizione - in primis gnocco e tigelle - pasta fresca prodotta in loco ogni giorno, secondi piatti che esaltano la carne sempre accompagnata da contorni sfiziosi: ecco in breve l’offerta targata Ma Lò. Il piatto cult che identifica il giovane ristorante? La scelta si rivela missione ardua. Vince un fuori menù, il passatello asciutto condito con speck, porcini e noci. —
 

PASSATELLI ASCIUTTI 
CON SPECK, PORCINI E NOCI. 
Piatto “povero” dell’Emilia Romagna. Un tempo espressione della vita rurale romagnola pare discendano dalla “tardura” (o stracciatella), una minestra di uova, formaggio e pangrattato che spesso veniva servita alle puerpere. Modena ha trasformato l’antica ricetta in un piatto più saporito che prevede l’uso di pangrattato, uova, parmigiano reggiano, scorza di limone e/o noce moscata. In origine i passatelli contemplavano il brodo, oggi vengono portati in tavola anche asciutti. E asciutti, con un condimento molto gustoso a base di speck, porcini e noci, li propongono Martino e Lorenzo nel loro ristorante di Carpi. “E’ un piatto fuori menù che viene sempre molto apprezzato – puntualizza Lorenzo – Se nella preparazione dei passatelli utilizziamo la scorza di limone? Sì, certo. Insieme a uova fresche, parmigiano reggiano di montagna stagionato trenta mesi, pangrattato, noce moscata, sale e pepe”.