Biblioteche di Modena / La conferenza: Barbolini, Montanari e le donne di Dante viste da Santagata

Mercoledì 24 marzo online sul canale delle biblioteche  Evento con lo scrittore e l’attrice 

MODENA Nell’anno delle celebrazioni per i settecento anni dalla morte di Dante è già Dantedì, il giorno del sommo poeta. Per celebrarlo MERCOLEDì 24 MARZO alle 18, lo scrittore e saggista Roberto Barbolini ed Ermanna Montanari, attrice, autrice e scenografa (insieme a Marco Martinelli, fondatrice e direttrice artistica del «Teatro delle Albe»), dialogheranno a proposito del volume postumo di Marco Santagata «Le donne di Dante», (pp. 412, il Mulino, 2021, € 38,00). L’iniziativa, promossa dalle Biblioteche comunali di Modena, è un omaggio a Marco Santagata, filologo, petrarchista e dantista di fama internazionale nato a Zocca nel ’47 e scomparso a Pisa nel novembre scorso.

Autore di romanzi di successo, vincitore del Premio Campiello con «Il maestro dei santi pallidi» nel 2003, docente universitario è stato, fra le altre cose, un accademico rock, in virtù della firma in calce alla laudatio della laurea honoris causa conferita a Vasco Rossi nel 2005. L’evento sarà trasmesso in diretta streaming sui canali Facebook biblioteche.modena, YouTube Biblioteche Modena e Archivio Storico.

A Roberto Barbolini e a Ermanna Montanari il compito di indagare le figure femminili dell’universo dantesco raccontato da Marco Santagata nel carosello di donne che Dante conobbe, amò, o di cui ebbe contezza: donne di famiglia, la madre Bella, la moglie Gemma Donati, la figlia Antonia, che si farà monaca col nome di Beatrice; donne amate, prima fra tutte il suo amore giovanile, la Bice Portinari trasfigurata nella Beatrice della «Vita Nova» e del «Convivio», e poi angelicata nel Paradiso; infine le dame e le gentildonne del tempo, come Francesca da Rimini e Pia de’ Tolomei, che pure trovano voce nelle cantiche della «Commedia».

Il volume, edito da il Mulino, corredato da un ricco apparato iconografico, conduce il lettore in una sorta di suggestivo itinerario in bilico tra parole e immagini, tra realtà storica e invenzione letteraria. Il testo, attraverso tre registri, storico, divulgativo e narrativo, offre una panoramica completa e dettagliata delle dinamiche sociali e familiari dell’Italia del Duecento.

«Vi sareste mai immaginati – si chiede Roberto Barbolini – il fatidico «Madame Bovary c’est moi» di flaubertiana memoria sulle labbra di Francesca, la figura femminile forse più amata della Divina Commedia? Eppure, pensateci bene: fatte le debite proporzioni di tempo, luogo e condizione sociale, sia per Emma Bovary, borghese di campagna traviata da insulse fantasie romanzesche, sia per la nobildonna Francesca da Polenta, irretita dall’amore adulterino per suo cognato Paolo, «galeotto fu il libro». Madri, figlie, sorelle, amanti, le pink ladies dell'universo, dantesco, al femminile. —

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