DIRETTA DALLE 20,30 / Teatro Pavarotti di Modena “Dolceamaro”: eroine femminili della lirica per giovani talenti

Il regista Stinchelli: «Metto in scena in scena il riscatto della donna dal femminicidio, presente anche nell’opera»

«Dio ha creato l’uomo prima della donna. Per forza: si fa sempre una bozza prima del capolavoro finale» scherza Enrico Stinchelli, brillante autore di una delle trasmissioni radiofoniche più longeve dedicate alla lirica, La Barcaccia, in onda tutti i giorni feriali su Rai Radio 3, nonché regista dell’ultimo spettacolo in streaming prodotto dal Teatro Comunale Pavarotti Freni di Modena dal titolo “Dolceamaro” che stasera sarà trasmesso sulla piattaforma Opera streaming accessibile dal sito del Teatro a partire dalle 20,30.

«Sembra che questo aforisma sia alla base dell’opera stessa- specifica Stinchelli- intesa come opera d’arte. Si declina al femminile la parola musica, opera, nota musicale, cultura, arte, voce. Tutto è donna nell’opera eppure, forse per un singolare senso di rivincita, l’uomo in questa forma di spettacolo ha sempre fatto strage di donne». "Dolceamaro" invece è un omaggio alle eroine femminili del bel canto, uno spettacolo lirico sinfonico in forma semiscenica in cui sul palco va in scena il riscatto della donna, raccontato dalle luci, dai costumi stravaganti, dagli effetti e da un gioco pirotecnico che vede intrecciarsi tra loro le varie vicende, come un fantasmagorico nodo avviluppato, in cui il regista e voce radiofonica, ne guiderà e illustrerà l’ascolto in diretta da uno dei palchi.

«Insomma – continua Stinchelli- vuole essere un riscatto dal femminicidio che, ahimè, nella storia dell’opera è sempre stato presente e traendo spunto dagli immortali versi di Figaro, “Donne, donne eterni Dei”, ho voluto provare a capovolgere drasticamente questa situazione».

Protagoniste assolute sono tre donne ovvero “tre maghe, tre streghe” come ironicamente le definisce il regista, che domineranno totalmente la figura dell’uomo. «Esse – spiega - saranno interpretate da due mezzosoprani, voci femminili per eccellenza che Rossini amava particolarmente e definiva “la luce in fondo al pozzo” e un soprano, che vedremo invertire la tendenza e farsi finalmente beffe degli uomini. Tutto si svolge all’interno di un grande bazar, un negozio di giocattoli un po’ vintage, un po’ in disarmo, l’antro del Cappellaio matto di Alice insomma. Gli uomini sono dei fantocci variopinti, burattini di un teatro vecchio come il mondo, abbandonati e affastellati così come capita e ad animarli ci pensano loro, le primedonne. Vedremo allora Carmen e le sue amiche divertirsi nella taverna di Lillas Pastià, Violetta morire tra le braccia di Alfredo, Cenerentola delirare allegramente sui pertichini meccanici degli astanti ma – conclude il regista- osserveremo anche come i cantori al maschile sanno esibirsi nelle loro, quasi sempre, inutili serenate amorose, nei loro stupidi litigi, nei loro vani tentativi di essere “interessanti” al di là di un mero fattore riproduttivo».

La parte musicale è affidata al maestro Matteo Beltrami alla guida dell’Orchestra Filarmonica Italiana mentre lo spettacolo unisce le competenze di due corsi di alto perfezionamento tenuti dal Teatro Comunale di Modena con il sostegno del Fondo sociale europeo e della Regione Emilia-Romagna. protagonisti sulla scena saranno gli allievi del corso di canto mentre lo streaming è realizzato dal corso di comunicazione in video nato dalla collaborazione con Edunova/Università di Modena e Reggio Emilia. «“Dolceamaro rappresenta anche uno dei momenti più significativi di Modena Città del Belcanto – sottolinea il direttore artistico del Comunale Aldo Sisillo - un protocollo che unisce Comune di Modena, Fondazione di Modena, Fondazione Teatro Comunale di Modena e Istituto Superiore di Studi Musicali Vecchi-Tonelli con lo scopo di coltivare la tradizione lirica cittadina unendo alla formazione dei giovani cantanti il momento pratico della produzione in palcoscenico. Nonostante la pandemia, grazie allo streaming quest'anno siamo riusciti a tenere in vita tutta l’attività del teatro mantenendo un legame con i nostri spettatori, portando le nostre produzioni e Modena nel mondo, ma soprattutto ottemperando tutti gli impegni con gli artisti, addirittura inventandoci anche qualcosa in più, come le "Musiche da favola" che hanno visto nascere nuove collaborazioni con artisti del territorio. Ora ci stiamo preparando dal punto di vista tecnico al futuro, nella speranza che i teatri possano finalmente riaprire al più presto. A giorni partiranno alcuni lavori di manutenzione in preparazione dei grandi lavori estivi che vedranno il rifacimento della graticcia del palcoscenico e di tutti gli impianti». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA