Pasqua a casa Che c’è da vedere in tv? Dai candidati agli Oscar alle nuovissime serie

“Mank”, “Sound of metal”, “I vestiti raccontano”, “Le cinque leggende” ricchissima e variegata l’offerta delle piattaforme streaming per il weekend

Francesca Lenzi

Se è vero che la storia si ripete, la Pasqua 2021 ne è la conferma, regalandoci, al pari dell’anno passato, una ricorrenza in lockdown, in un’Italia tutta rossa, da trascorrere fra le quattro mura di casa. Negli ultimi dodici mesi, a confortare dall’isolamento e dalla noia, è venuta spesso in soccorso quella scatola magica che è la televisione, dalla quale pescare ogni giorno film e serie tv, cartoon, novità e grandi classici. Nella categoria on demand, tipologia gettonatissima negli ultimi anni, la scelta è più che vasta e adatta a tutti i gusti.


GLI OSCAR

In attesa della luccicante notte degli Oscar, che causa Covid è stata posticipata al 26 aprile, le piattaforme streaming vengono in soccorso agli amanti della statuetta dorata, con titoli candidati da poter guardare comodamente sul divano. Ne citiamo tre: “Mank”, “Il processo ai Chicago 7”, “Sound of metal”. I primi due sono disponibili su Netflix.

Nell’anno dell’ottantesimo anniversario di “Quarto potere”, quel geniaccio di David Fincher torna a regalarci grande cinema, seppur su piccolo schermo, dopo il thriller psicologico “Gone Girl” (2014). E lo fa con un biopic in bianco e nero che non si limita al compitino biografico di un personaggio particolare, interpretato magistralmente da Gary Oldman. Parliamo dello sceneggiatore Herman J. Mankiewicz, appunto Mank, impegnato a dar vita allo script commissionato dal giovane Orson Welles.

Aaron Sorkin è invece il pluripremiato sceneggiatore del film “The Social Network” diretto da Fincher nel 2010 che su Netflix presenta il suo secondo lungometraggio come regista. “Il processo ai Chicago 7” racconta la storia di sette persone sotto processo per gli scontri avvenuti in occasione della convention dei democratici del 1968 a Chicago. Nel cast anche Sacha Baron Cohen e Joseph Gordon-Levitt.

È su Prime Video, invece, “Sound of metal” di Marius Marder che percorre, sospeso fra fiction e documentario, la drammatica caduta di un batterista, ex tossicodipendente, che inizia a perdere l’udito, diventando in poco tempo quasi completamente sordo.

SERIE TV

Per chi preferisce programmi a episodi, suggeriamo due prodotti diversi. Approdata su Netflix ieri, “I vestiti raccontano” è una docuserie che parla di abiti ma non di moda. Il fil rouge è l’abbigliamento scelto da persone comuni e del loro rapporto con ciò che indossano. Perché se l’abito fa il monaco, da una semplice maglietta può saltare fuori una storia sorprendente, fra ironia ed emotività. Spesso l’on demand permette di recuperare grandi classici. Prime Video da marzo ha caricato sulla piattaforma il surplus della nostalgia televisiva con le prime quattro stagioni di “Supercar” prodotto tra il 1982 e il 1986 e interpretato da David Hasselhoff.

LA VITA di GESÙ

D’altra parte siamo a Pasqua e, per chi vuole titoli a tema sulla vita di Gesù Cristo, le opzioni non mancano. Ne indichiamo tre per altrettanti approcci narrativi. “La passione di Cristo” (2004) è il film di Mel Gibson girato in Italia, fra Matera e Cinecittà, e tutto recitato in latino, ebraico e aramaico. Una versione delle ultime ore di Gesù difficile e a tratti pulp.

Racconta l’ultima settimana di Cristo anche il film scritto e musicato da Andrew Webber, “Jesus Christ Superstar” del 1973. Un musical trascinante premiato come miglior film straniero ai David.

A dare scandalo sarà tuttavia nel 1988 il Cristo quasi iconoclasta e umanissimo di Martin Scorsese nella pellicola “L’ultima tentazione di Cristo”, tratto dal romanzo di Nikos Kazantzakis.

I CLASSICI

Per chi cerca un titolo di tutt’altro tono, indeciso fra l’infanzia e l’età adulta, proponiamo (disponibili su Netflix e a noleggio su altre piattaforme) “Le 5 leggende” cartoon della Universal con il Coniglio di Pasqua che, insieme a Babbo Natale, la Fatina dei denti, Sandman e Jack Frost, combatte l’uomo nero e, per i più golosi, “Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato” nel remake coloratissimo di Tim Burton, con un Johnny Depp sardonico e inquietante. Su Prime, a nolo, c’è anche l’originale del 1971 con Gene Wilder. Infine, per i nostalgici, Disney+ (ri)propone “Chi ha incastrato Roger Rabbit”, intrigo hollywoodiano che mescola cartoon e live action, dietro la mano esperta di Robert Zemeckis. Il coniglio Roger è il principale indiziato della morte del proprietario di Cartoonia, amante di sua moglie Jessica Rabbit. —

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