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Viaggio tra astrologia e arte per scoprire radici comuni tra Oriente e Occidente

Un libro della storica dell’arte Elisabeth Mantovani ha analizzato 23 opere  realizzate da artisti di varie parti del mondo, trovando affascinanti coincidenze

«La storia dell’astronomia e dell’astrologia si è intrecciata per secoli con la storia della filosofia, delle religioni e delle altre scienze. Ho fatto questa indagine perché rivela l’intreccio di credenze e i sostrati comuni che giacciono dietro i culti, i testi sacri, le fedi che oggi, a molti, non sembrano più avere nulla in comune». Parole di Elisabeth Mantovani, storica dell’arte modenese, studiosa di cultura mediorientale, di storia dell’astronomia e autrice di “Eventi astronomici dell’arte”, edito da Artestampa. «Il terreno fertile della ricerca astrologica ci apre allora al dialogo interreligioso e alla comprensione di altre culture» aggiunge l'autrice.

Ma quando è nata l’idea di scrivere questo libro?


«L’idea del libro è cresciuta all’interno del mio percorso di studi e della mia attività di storico dell’arte e si è definita in un periodo nel quale nel mondo si acuivano le tensioni, mai sopite, tra Occidente e Medioriente e nella cultura di massa si moltiplicavano i luoghi comuni su quelle civiltà da dove, invece, ha preso origine parte del nostro Dna. Il ripresentarsi della congiunzione di Giove e Saturno nel segno dell’Acquario nel 2020, insieme a Marte, ha fornito il pretesto per questa appassionata ricerca»

Come ha sviluppato la sua ricerca?

«Prendendo in esame circa 23 opere d’arte. Il primo capitolo si apre con l’analisi delle trasformazioni iconografiche della pericope dei Magi all’interno dell’arte figurativa: la rappresentazione della "Stella" subisce, infatti, delle interessanti evoluzioni a partire da Giotto che dipinge per la prima volta una stella cometa all’interno del ciclo di affreschi della Cappella degli Scrovegni a Padova. Attraverso diverse analisi e confrontando i primi topos figurativi che rappresentano i magi e la stella tra il II e il VI e i rilievi di Persepoli, scopriremo l’ipotesi che la stella dei Magi fosse in realtà una grande congiunzione di Giove e di Saturno. Solo con Giotto diventa una cometa caudata. Attraverso ricerche accurate, la rappresentazione di Giotto non può che riferirsi a un fatto di cui egli era stato testimone: il passaggio della cometa di Halley nei cieli del 1301».

Ma perché la congiunzione di questi due pianeti ha sempre destato molto interesse e inquietudine?

«Le congiunzioni di Giove e Saturno sono in realtà un aspetto astronomico abbastanza frequente: esse avvengono ogni 20 anni. Sin dall’antichità, questa configurazione fu utilizzata dai persiani e poi dagli indiani per la scansione del tempo, in particolare la congiunzione dei due pianeti in Ariete dava inizio a un nuovo ciclo di 960 anni per la storia dell’Umanità, all’inizio del quale sarebbe nato un Salvatore. Le congiunzioni di Giove e di Saturno in Acquario, furono invece considerate portatrici di sciagure, in particolare, si attribuiva a questa configurazione, specie quando alla congiunzione si univa anche Marte, l’inizio delle epidemie, delle conseguenti carestie e di altri flagelli che si abbattevano sull’umanità. Su questa credenza si è sviluppata una ricca letteratura e una folta scrittura dei "Consilium contra pestem" ovvero i consigli contro la peste, libelli in cui si analizzavano i rimedi e le cause delle epidemie. Nel XVI secolo poi tale congiunzione sarà oggetto delle dispute tra il cattolicesimo e il nascente protestantesimo luterano, un dibattito che fu combattuto “a suon di oroscopi”».

Quindi cosa deve aspettarsi il lettore dal suo libro?

«Di indagare, seppur senza la pretesa di esaurire un argomento così vasto, un ambito circoscritto delle rappresentazioni astrologiche e astronomiche raffigurate nell’arte, perdendosi nella bellezza di alcune opere sopravvissute nel tempo che coprono l’arco che va dal Tardo Medioevo ai primi decenni dell’Età Moderna. E allora oroscopi, allegorie e citazioni balzeranno all’occhio anche in affreschi, dipinti, incisioni e manoscritti che già conosciamo. Per esempio, interessante sarà scoprire la relazione con il cielo natale che Agostino Chigi, famoso banchiere dei papi commissionò a Baldassare Peruzzi a Villa Farnesina a Roma, con l’oroscopo dipinto del principe Iskandar che governò sulla Persia tra il 1409 e il 1414, mecenate e uomo di fede come Chigi». —

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