«A Modena nuovi spazi e progetti per i musei del Duomo: richiamo di arte e cultura»

Durante la chiusura si sono preparati i lavori di ampliamento delle sale Giovanna Caselgrandi: «Un piano espositivo sulla storia della cattedrale»

MODENA. Se si vuole completare la visita alla cattedrale di Modena è necessario ripercorrere i musei adiacenti, in primo luogo il Museo del Duomo in cui si può ammirare la preziosa suppellettile di varie epoche, di grande valore artistico, che dall’epoca romanica al secolo scorso ha accompagnato le celebrazioni liturgiche.

Altrettanto interessante è una visita al Museo Lapidario, dove numerosi reperti ricordano gli importanti interventi di restauro realizzati tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo.


I Musei del Duomo sono rimasti chiusi per le disposizioni legate al contenimento della pandemia, unica eccezione il recente breve periodo del mese di febbraio. Non per questo l’attività è stata paralizzata.

Anzi in questi mesi attorno al Museo del Duomo sono in corso importanti iniziative in proiezione futura, è infatti in fase avanzata l’attività di preparazione dei lavori di ampliamento dei Musei.

Proprio in questo fine settimana l’arcivescovo Erio Castellucci, insieme al sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli, e al presidente dela Fondazione Paolo Cavicchioli, presenteranno le prossime tappe di questo intervento, che dovrebbe costituire un ulteriore importante slancio alla promozione di quello che - indubbiamente - costituisce un vero e proprio tesoro storico e artistico che Modena può proporre ai turisti.

In attesa delle novità abbiamo fatto il punto di come in questi mesi I Musei abbiano affrontato le difficoltà delle chiusure per norme nati Covid. Ne abbiamo parlato con la direttrice Giovanna Caselgrandi.

Dottoressa Caselgrandi, come ha risposto il pubblico alla riapertura delle due settimane di febbraio?

«Devo ammettere che siamo stati piacevolmente sorpresi dal numero di visitatori che hanno frequentato il museo non appena è stato riaperto, dato che il nostro pubblico più numeroso è di norma costituito dai turisti stranieri di passaggio a Modena per visitare il Duomo e questi, al momento, sono ovviamente assenti. Erano persone provenienti da tutta l’Emilia Romagna che da tempo avevano pianificato di venire nel nostro museo e hanno colto l’occasione al volo. Questo dato è confortante e conferma che è ancora alto il desiderio di cultura e di arte nonostante le difficoltà del tempo presente».

Quali sono i progetti in corso e quelli futuri?

«I Musei del Duomo sono impegnati in una complessa opera di ristrutturazione e ampliamento che prevede l’acquisizione di un ulteriore piano espositivo finalizzato a illustrare la storia della cattedrale e del suo cantiere. Si tratta di un progetto ambizioso che darà un nuovo volto al museo e lo renderà fruibile a un pubblico più vasto. Questo impedisce la visita alle sale superiori finché i lavori sono in corso, ma si cercherà di tenere aperto l’accesso al Lapidario (normative permettendo) in modo che il pubblico possa almeno ammirare l’importante ciclo delle Metope, provenienti dai contrafforti del tetto, qui custodito».

Le attività educative che i Musei del Duomo hanno offerto online non si sono mai interrotte in questo lungo periodo di diffusione della pandemia. Quali sono state le più apprezzate dagli adulti? E quali dai ragazzi ?

«Abbiamo cercato di essere maggiormente presenti sui social dando ulteriore visibilità al nostro patrimonio museale. Particolarmente apprezzati sono stati gli approfondimenti riguardanti i cicli scultorei della Cattedrale con spiegazione dei loro significati e della loro simbologia: nello specifico per i bambini abbiamo realizzato dei video dedicati alle favole narrate nelle sculture della Porta della Pescheria. Tengo però a precisare che, per creare buoni prodotti visivamente e culturalmente validi online, occorre tempo e personale adeguatamente preparato ma non sempre i musei hanno le risorse per formare figure professionali di questo tipo». —

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