«Laboratori didattici e video per scoprire il tesoro Unesco»

Le iniziative didattiche per le scuole hanno subito rallentamenti a causa delle restrizioni per il contenimento della pandemia 

I musei del Duomo per le scuole, nell’ambito delle attività “ A scuola con l’Unesco”, hanno riorganizzato le offerte didattiche con una serie di proposte alternative elaborate per l'emergenza Covid-19, finalizzate a fare conoscere alcuni apparati scultorei del Duomo.

In particolare, oltre alle sculture della Porta della Pescheria, un percorso educativo è stato dedicato alla lastra di Wiligelmo, posta sulla facciata del Duomo, con l’arca di Noé per introdurre i bambini alla conoscenza della cattedrale, della Ghirlandina e della Piazza, che costituiscono il sito riconosciuto dall’Unesco nel 1997 come patrimonio dell’umanità.


Come hanno aderito le scuole alle attività online rispetto a quelle in presenza?

«Da alcuni anni abbiamo attivato – afferma la direttrice Giovanna Caselgrandi – dei laboratori didattici in collaborazione con i Musei Civici e il coordinamento Unesco di Modena che hanno visto una costante crescita e partecipazione. Purtroppo, dati i tempi, le attività in presenza sono state in gran parte sospese e queste sono state affiancate da altri percorsi a distanza. Si è poi provveduto alla realizzazione di alcuni video didattici dedicati a luoghi e opere conservate all’interno del sito Unesco in modo da rendere ugualmente fruibile, anche se da lontano, il nostro patrimonio».

Ora c’è solo la possibilità di frequentare attività online: avete pensato di rivolgervi a nuovo pubblico?

«La modalità online ha il pregio di avvicinare anche persone che solitamente non frequentano i musei. Nella nostra esperienza sono risultati particolarmente graditi approfondimenti dedicati ad aspetti curiosi e meno noti delle opere d’arte. Purtroppo il cantiere in corso assorbe per buona parte le nostre energie. A mio parere le attività online a supporto della cultura sono sicuramente utili soltanto se non eccessive: abbiamo infatti riscontrato nel pubblico una gran voglia di venire in museo, di essere fisicamente vicini alle opere d’arte, alla materia, e non di fronte a uno schermo che appiattisce l’immagine e rende tutto virtualmente uguale a se stesso. Un eccesso di proposte in questo campo potrebbe risultare a mio avviso addirittura controproducente». —

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