Modena, «Portiamo la musica nelle vostre case per ricordare il bello dei concerti nei club»

I Tre Allegri Ragazzi Morti con l’Off e il Vibra di Modena «Si è parlato poco di questi spazi che sono in difficoltà»

MODENA.   C’è sempre un momento, durante i concerti dei Tre Allegri Ragazzi Morti, in cui l’esibizione si interrompe col frontman Davide Toffolo che dice: «La vita è cattiva, ma non l’ho inventata io. Il concerto è finito!». Ma è solo un rito e tutte le volte, dopo le esortazioni del pubblico, Toffolo riprende: «La vita non è cattiva, è cattivissima. Per questo motivo hanno inventato la musica».

Allora, il concerto riparte. Ed è forse da qui che si deve cominciare per spiegare il senso dell’evento che si terrà in streaming questa sera sul canale Bandcamp del gruppo su cui verrà trasmesso il docu-live “A casa tua”, con la regia di Toffolo.

Un’iniziativa per dire che la musica non deve e non può fermarsi: ad aderire ventisei live-club italiani, tra cui l’Off e il Vibra di Modena. Al momento dell’acquisto del biglietto si potrà selezionare il locale da sostenere con metà del ricavato: l’invito è quello di scegliere i club più vicini a casa.

I Tre Allegri Ragazzi Morti, o “Tarm”, sono Davide Toffolo, fumettista, cantante e chitarrista (reduce dall’esperienza a Sanremo con gli Extraliscio), Luca Masseroni, batterista, ed Enrico Molteni, bassista. Dietro le loro maschere dal 1994 sono uno dei pilastri della scena rock alternativa italiana: grazie a loro è nata anche “La Tempesta”, etichetta discografica che negli anni ha dato voce a moltissimi artisti. Toffolo, questa sera alle 21 appuntamento sul vostro canale Bandcamp per seguire “A casa tua”.

Lo scopo è sostenere i locali in questo periodo difficile?

«Lo scopo è divertirsi a guardare un concerto, perché alla fine questo documentario è un concerto. Tornato da Sanremo la prima cosa che avevo in mente era che mi sarebbe piaciuto ricollegarmi al tessuto dei club nei quali i “Ragazzi morti” hanno sempre lavorato e che secondo me sono un luogo importante per la musica in Italia. Quindi abbiamo immaginato di collegare questi live come un tour, col supporto dei club italiani dove generalmente suoniamo».

Infatti tra i locali scelti ci sono anche l’Off e il Vibra di Modena, posti in cui avete suonato diverse volte.

«Esatto. Sono locali del circuito con cui sono anche in buoni rapporti. Si è parlato tanto di teatri, di spazi grandi, ma poco dei locali come questi che sono il tessuto connettivo della musica live italiana e mi sembrava giusto riportare l’attenzione su questo problema. Sono posti che vanno avanti grazie alla gente. La musica non è solo il grande evento, che è una cosa eccezionale per tutti, ma è anche la quotidianità fatta di concerti più piccoli, di club che hanno continuità, come l’Off il Vibra e gli altri, e che tengono il rapporto della musica col territorio».

Qui in provincia abbiamo tanti piccoli locali come l’Off e il Vibra che propongono concerti interessanti, voi siete venuti spesso, Modena la conoscete bene. Ricordo anche di un festival a Soliera in cui venne a piovere a dirotto.

«Sì siamo venuti diverse volte, è vero ci sono diversi locali. Poi a Modena c’è anche la Panini che è uno dei miei editori, quindi la conosciamo bene. Quella volta a Soliera era il festival organizzato dall’etichetta “La Tempesta” e fu davvero una tempesta, con tutta quella pioggia, ma bellissimo. Parlando in generale, il tessuto connettivo dei locali italiani è abbastanza specifico, non ci sono tante altre realtà europee con una densità così forte di provincia e di città, è una cosa tipica italiana da sostenere».

Tornando al docu-live “A casa tua” trasmesso stasera, come sarà strutturato?

«È costruito sui concerti della scorsa estate, quattro diurni e uno notturno. Quello finale è più tradizionale, con le luci il resto, mentre gli altri saranno in situazioni speciali, diciamo “naturalistiche”. Su questo live sono appoggiate tre interviste lunghe a me, Enrico e Luca, che raccontano il nostro ritorno in Friuli. Tornare a casa propria, nei luoghi di origine, è una cosa successa a tante persone durante questa cosa allucinante che stiamo vivendo, e questo è quello che raccontiamo».

E a Modena tornerete? «La speranza è sicuramente questa. Poter tornare a frequentare i club e fare musica dal vivo. Speriamo che si riaccenda tutto e che i live ritornino presto, credo i prossimi mesi saranno decisivi». —