Paolo Gualdi: «La mia vita per la fotografia e come scenografo dei divi della canzone»

Alla Factory master di due anni e diversi corsi. L’esperienza con Zucchero, Dalla, Battiato, Ligabue e pure Pavarotti

Michele Fuoco

Un centro di eccellenza per la fotografia è AC Factory, in via Nicoli 31, che accoglie allievi di varie città. Ne è il fondatore, e il direttore, Paolo Gualdi che ha studiato grafica all’Istituto d’Arte “Venturi” di Modena, e scenografia, sotto la guida di Enrico Manelli, all’Accademia di Bologna. Negli ambienti familiari a Castelfranco, dove il padre Romano era fotografo affermato, Paolo trova, agli inizi, lo spazio creativo per svolgere e a alimentare la sua vocazione artistica. Ma tutte da raccontare le sue vicende, anche con grandi protagonisti della canzone. “La scuola di fotografia è nata nel 2009 a Castelfranco. Factory non era ancora un’associazione, ma un gruppo di cinque artisti, oltre a mio figlio Andrea, anche lui fotografo. Abbiamo “occupato” la sala posa, di circa 700 metri quadrati, dove mio padre, dagli anni ’70, faceva pure fotografia industriale e pubblicitaria. Qui, ognuno di noi aveva il proprio studio. Tre anni insieme per poi approdare a Modena. Portavo con me l’esperienza con grandi cantautori”.


Come è nato il rapporto con i divi della canzone?

“Forte era la passione di impiegare le immagini come scenografie durante i concerti e ho iniziato a propormi. Avevo, inoltre, un amore immenso per la musica (suono la chitarra, anche se maluccio) e ero amico di Umbi Maggi, storico bassista dei Nomadi. Un giorno ero nel suo studio a Montale, dove incideva Zucchero. Gli ho mostrato i miei progetti e mi ha invitato al tour internazionale “Oro Incenso e Birra”. Era il 1991”.

Oltre a Zucchero?

“Ho fatto 25 anni di tour anche con Dalla, Battiato, Ramazzotti, Pino Daniele... L’incarico era, in molti casi, di regista dello spettacolo. Sono stato pure con Pavarotti nella sua ultima tournée: 20 le tappe, ma Luciano si è dovuto, per ragioni di salute, fermare a 12, tra cui Dubai, New York, Praga… Con Ligabue quasi 20 anni, dal suo primo tour al 2008, progettando anche i palchi. Alla fine dei tour facevo fotografia di scena per opere liriche e sono stato a Macerata Opera Festival e a Italian Opera Taormina. Nel 1997 ho formato la società, con mia sorella Raffaella, grafica e artista visiva, “Le Grandi Immagini” che si occupava di proiezioni. Ero art director e “confezionavo” le immagini che i nostri collaboratori andavano in giro a proiettare. Nel contempo, su suggerimento di Manelli, ho accettato di insegnare, per quattro anni, all’Accademia di Rimini, dove è stata costituita la prima cattedra in Italia di video-scenografia”.

Perché ha poi lasciato questo lavoro?

“Ho avuto una patologia che non mi permetteva di andar in giro per il mondo. Così mi sono interessato solo di fotografia, puntando su Modena: da via Arago a via Paolo Ferrari e ora in via Nicoli ho aperto una scuola di fotografia e il mio studio personale, ACF Studios, dove ho creato corsi base ma anche un master biennale di fotografia, quasi tutto pratico, formato da 14 moduli, cioè blocchi di materie di insegnamento: dalla storia della fotografia alle varie tecniche, dalla stampa alla camera oscura, dalla fotografia analogica al digitale, dal trattamento del colore al reportage. Necessaria la collaborazione di otto fotografi di altre città, di esperti per i corsi di sviluppo, di archiviazione per salvaguardare e custodire il materiale, per la creazione del business sostenibile, per l’avviamento alla professione, per organizzare una mostra. Aiutiamo gli allievi a fare stage, dai tre ai sei mesi, in studi a Modena, Milano, Torino... Diamo stimoli per trovare una strada, tessendo rapporti con varie agenzie”.

Quali le caratteristiche dei corsi aperti a tutti?

“C’è il corso base, intermedio e avanzato, da sei ai 14 incontri. Per prima cosa insegniamo l’uso della macchina fotografica tradizionale. Alcuni non ce l’hanno. Allora siamo noi a metterla a disposizione. Ne abbiamo una decina. Il corso avanzato si svolge in sala posa e all’aperto. Un’attività pratica per chi è interessato a vari indirizzi (ritratto, fotografia industriale…). Devo confessare che faccio fatica a insegnare fotografia online”.

Quanti sono gli iscritti?

“Ci siamo molto allargati: da Reggio a Parma e Mantova. Le richieste erano incredibili. Ma ora si fa fatica a stare in piedi. Lo scorso anno avevamo 380 iscritti e abbiamo chiuso con 138. Nessun sostegno, perché Factory è un’associazione e abbiamo la partita Iva. Il problema è che non facciamo attività commerciale. Se proprio vogliamo sperare in bene, ci daranno 300 euro”. —