Sergio Camellini esplora con la poesia i silenzi capaci di svelare il mondo

il libro

Immancabile la pubblicazione (Consulta edizioni, 80 pagine, 12,50 euro) del Club per l’Unesco di Modena, in occasione della Giornata Mondiale della Poesia 2021, svoltasi il 21 marzo. Ma questa volta si è voltata pagina.


Non più, come nei dieci anni precedenti, numerosi autori (grazie alla collaborazione del circolo “La Fonte di Ippocrene”, di cui è presidente Antonio Nesci) con poesie legate ad un tema particolare, come la città, la storie, le persone; identità, storie, attese; il sogno di uno sviluppo equo e sostenibile; il cammino per la speranza; la donna, il mondo; migrazioni; il dolore degli ultimi, il respiro del vento...

Quest’anno un solo poeta, il sassolese Sergio Camellini, con una scelta di quaranta liriche, di cui diciannove inedite, che riflettono nel titolo “Ascolto i silenzi” la condizione di una necessaria sospensione di attesa, di ricerca di nuovi orizzonti, lo scavo in se stesso come volontà di conoscenza, che la pandemia pare imporre.

È nel silenzio che si avvera il dialogo con la propria interiorità, ma anche con le cose a cui la poesia può ridare voce, caricandole di esperienze umane, di sensi arcani, di significati anche simbolici.

Camellini sa dare significato alle piccole presenze. Tante le “unità di messaggio trasmesse da questi brani, capaci di distogliere – nota Cinzia Baldazzi – l’attenzione dal contesto nella sua futile apparenza per accompagnare il lettore là dove la vita stessa, ogni giorno, si moltiplica nella fantasia… Sfogliando le pagine della raccolta individuo tracce logiche caratterizzate da un leitmotiv lirico corrispondente a “un pensiero naturale” adeguato alle cose e al loro equivalente in versi, incrementando un immaginario nel quale i sentimenti si affezionano intimamente sia nella scelta di figure ideali, come la donna, sia nell’evocazione di una coralità familiare presente nell’ambito vissuto”.

Accompagnano le poesie di Camellini (piscologo perfezionato in biopsicosessuologia, ma anche amante dell’arte povera della civiltà contadina) i disegni dell’americana Gwen Diehn, che ha familiarità con i libri, non solo come illustratrice, ma anche come oggetto di ricerca.

“Comincia con lei – dice Elisa Pellacani, presidente del Club, succeduta a Carlo Pellacani – questa nuova veste della collana di poesie del club, avvicinando all’energia vitale del poeta quella dell’esercizio quotidiano con il disegno. Pubblichiamo infatti alcuni dei disegni inediti che Diehn realizza su uno dei quaderni da lei stessa cuciti, relegando all’osservazione della natura intorno a lei reiterato stupore per il passare dei giorni e per i piccoli cambiamenti che osserva e traduce sulla carta”.

Il volume è dedicato ad Arturo Loria, lo scrittore carpigiano, morto a Firenze nel 1957, all’età di 55 anni. Novant’anni fa la prima edizione della sua raccolta di racconti “La scuola di ballo”, che rappresenta forse il libro più maturo e riuscito del narratore che merita avere maggiori attenzioni, non sempre date in passato da una critica letteraria spesso distratta.

Per il 2022 e 2023 vengono offerte, per gli autori interessati all’iniziativa, alcune indicazioni tematiche riguardanti “Scenari attesi di un mondo nuovo” e “Tradizione e realtà delle aree montane”.

Il Club per l’Unesco di Modena ha la ferma intenzione di ricominciare a promuovere e realizzare iniziative culturali. Si va a rilento anche quest’anno.

Il 29 gennaio scorso il Club ha collaborato alla celebrazione della “Giornata della Memoria” del Comune di Fiorano. —

M.F.