Modena, Alberto Bertoli la canta ai No Vax e ai No Mask: «Una risposta agli insulti» - ASCOLTALO QUI

È uscito da pochi giorni il singolo “Pane al pane” che farà parte della compilation  “Collettivo Mario Rossi” insieme ai brani di altri suoi colleghi emiliani-romagnoli

MODENA. "Pane al pane” è il nuovo singolo di Alberto Bertoli uscito il 25 Aprile, Giorno della Liberazione, ed è una risposta ai negazionisti della realtà, ossia i no vax e i no mask che hanno inondato di critiche i suoi social dopo essersi vaccinato contro il Covid-19. Il singolo andrà a far parte della compilation “Collettivo Mario Rossi”, insieme ai brani di altri suoi colleghi emiliani-romagnoli.



Alberto Bertoli, dopo aver pubblicato la foto della sua vaccinazione, è stato bersaglio di insulti e lui ha risposto con questo nuovo brano. «La scienza si basa sui numeri e non sulle credenze di qualcuno - afferma il cantautore sassolese – La canzone, per la verità, l'avevo scritta nel mese di gennaio, un mese prima di ricevere le critiche da gente che, forse, non riesce ancora a capire la gravità della situazione. Anche il video è molto eloquente: c'è un no vax che ci vuole sparare mentre suoniamo, ma non riesce ad inquadrare il bersaglio, perché questo bersaglio non esiste».

Già lo scorso anno aveva scritto “A un metro da me” che parlava di strade vuote, amore, paura e orgoglio al tempo del Covid.

«È una canzone che pensa alle cose essenziali e determinanti della nostra vita sulle quali questa pandemia ci ha costretti a riflettere. Non dobbiamo scordarci di cosa siamo fatti: di sogni, emozioni e sensazioni, ma anche e forse soprattutto di sangue, ossa e pelle, la nostra pelle. Un brano in cui non manca una chiave musicalmente nostalgica, ma con un velo di speranza. Dalla sofferenza nascono solo cose belle. La musica è fatta così».

“Stelle” è il suo ultimo album: una raccolta di canzoni scritte in vent’ anni.

«L’album è un lavoro introspettivo che contempla i temi della nostra esistenza dal punto di vista di un uomo comune, che conosce le persone partendo dal profondo del loro cuore senza nascondersi, dai punti fondamentali della loro anima. È una raccolta di canzoni scritte in vent’anni: dalla vita che vivevo prima a quella che ho voluto oggi con molta forza ed amore. Ci sono poi i brani che riguardano la famiglia, mio figlio e tutto il mondo vissuto fino all’ultima canzone scritta solo qualche mese fa».

Tra le dodici canzoni c'è “Giulia” scritta assieme a suo padre tanti anni fa.

«Il brano doveva trovare posto in un suo album, che non è riuscito mai ad incidere. Era rimasta per anni nel cassetto poi mi sono deciso a pubblicarla perché è uno dei pochi lavori che ho composto con mio padre. La canzone parla di una ragazza di Modena, Giulia, che perse la vita andando a finire sotto ad un camion mentre andava a scuola. Il preside scrisse un lettera in cui diceva che non ammetteva assenze per il suo funerale».

Papà Pierangelo ha lasciato in eredità altre composizioni?

«Ci sono altre cose e sto cercando di vedere come fare per pubblicarle. Molte riguardano il suo stile e devo vedere di trovare un'idea per farle conoscere».

“Matto da bar” parla di un personaggio sassolese veramente esistito.

«Parla di come si possa vedere la propria vita sotto una luce differente per viverla nella maniera che più ci appartiene. Attraverso gli occhi del “matto del bar”, cioè “Francis”, si può intravedere come lui si fosse costruito dei veri e propri sogni che rendevano la sua vita più bella ed unica. Vivendo attraverso i propri sogni la vita risplende di luce propria perché “Se sogni non farlo a metà e lascia che il sogno cambi la tua realtà”. Se questo significa essere matti, allora “vorrei essere così”, si legge nel testo».

Lo scorso autunno è stata annullata l'edizione 2020 del Premio Bertoli. Quando ci sarà la finale?

«Siamo fiduciosi che nella prima parte del prossimo autunno si possa svolgere l'ultimo atto. Ci sono otto finalisti e quattro big che aspettano di salire sul palco». —

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