Mostre, performance, concerti, laboratori La cultura rianima il centro di Modena

Iniziative “sold out” con famiglie e turisti. Il sindaco Muzzarelli: «È un bel segnale, bisogna rimettersi in moto»

Paola Ducci

Modena è tornata ad essere un magico cuore che pulsa all’insegna della cultura con la “Notte Europea dei Musei”. Certo, forse era meglio chiamarlo pomeriggio: i primi eventi in programma nei numerosissimi spazi coinvolti hanno iniziato già dalle prime ore del pomeriggio, ma fino all’ora del coprifuoco il centro storico ha accolto gente, anche venuta da fuori città, come non si vedeva da tempo.


«È un segnale positivo di cui c’era bisogno seppur con tutte le attenzioni del caso – afferma il sindaco Gian Carlo Muzzarelli in visita a "Primordi", la mostra inaugurata al Museo Civico di Modena dedicata alle origini dell'uomo, - c’è bisogno di tanta responsabilità, ma anche di ricominciare a mettere in moto la macchina. Speriamo presto in qualche deroga per il coprifuoco, e nella possibilità di far entrare le persone vaccinate, per esempio, nelle sale interne dei ristoranti. In ogni caso, vedere di nuovo performance teatrali e di danza che si esibiscono con un pubblico in presenza, così come famiglie e giovani che visitano i musei e qualche turista per le vie della città, beh, non è solo bellezza, ma è anche quella luce che sembra davvero brillare in fondo al tunnel».

Tutti gli eventi e le numerose visite guidate erano sold out da giorni, così come le prenotazioni per visitare i musei e le mostre cittadine in autonomia.

«Ci ha fatto particolarmente piacere inaugurare “Primordi” durante la Notte Europea dei Musei- commenta Cristiana Zanasi, curatrice della sezione archeologia e etnologia del Museo Civico - perché quest’anno assume un significato davvero particolare che è quello della ripartenza dopo mesi davvero bui. Ogni mezzora possono accedere dieci persone per visitare la mostra e questo permette che tutto si svolga in totale sicurezza». E infatti molte sono le famiglie che hanno scelto di visitare la mostra con i loro bambini grazie anche al laboratorio dove ai piccoli hanno sperimentato cosa poteva tagliare la selce nella preistoria e cosa potrebbe tagliare oggi.

«Siamo venuti trascinati da nostro figlio - racconta Erica Gasperini – Dopo aver conosciuto il Museo Civico di Modena grazie ai laboratori on line che ha affrontato con la scuola durante il periodo di didattica a distanza, ha voluto venire per visitare questo luogo dal vivo».

Ma particolarmente sorridenti erano i volti dei tantissimi artisti coinvolti nelle performance a numero chiuso ripetute più volte nel pomeriggio. «Siamo emozionatissimi - afferma con voce tremante Stefano Tè del Teatro dei Venti, prima che parta "Pollittico della Felicità", un canto di speranza in un tempo disperato andato in scena nel Lapidario del Palazzo dei Musei - quasi pare di sognare ad avere di nuovo un pubblico in presenza». Aggiunge Riccardo Palmieri di Cajka Teatro: «Ripartire è bellissimo e farlo in luoghi come l’atrio del Palazzo dei Musei e nella Galleria Estense proprio in questa giornata ha un valore e trasmette un messaggio ancora più importante: è la cultura che finalmente torna ad accogliere la sua comunità».

Le proposte sono state davvero tantissime, forse mai così tante in così poche ore. Dalle visite guidate e gratuite ai siti Unesco, alla Acetaia Comunale e in tutti i musei e le mostre della città, compreso il Mef, alle performance curate dalle associazioni teatrali, di danza e culturali della città. Nella farmacia storica di Ago e al Consorzio Creativo è andata in scena la danza a cura di Sted Modena, così come nel cortile del Leccio, nel complesso San Paolo, con la performer Elisa Balugani, la compagnia BlackSoulz, le associazioni Ore d’Aria e Zebra e il Centro Musica.

La musica non è mancata nella Chiesa del Voto con due concerti tutti al femminile, con le giovani clarinettiste del Trio Chalumeau e le flautiste del Trio del Modena Flute Ensable e al Vecchi Tonelli con un “Musiche del tramonto”, concerto curato dai ragazzi dell’istituto musicale.

E ancora tanto teatro nel chiostro del Palazzo Santa Margherita, alla Palazzina dei Giardini e al Fmav a cura di Drama Teatro, e poi al Planetario e all'Accademia nazionale di Scienze Lettere e Arti.

Un pomeriggio davvero sentito dai modenesi, che «ci voleva proprio!», come hanno esclamato tante persone e che ha lasciato strascichi fin oltre le 22, con viali e vie della movida che hanno registrato (anche loro) il tutto esaurito. —