Finale oggi celebra il “suo” Pederiali e pensa ad accoglierne il prestigioso archivio

Serata con lo storico Fabio Montella e la moglie Ivana. Un volume speciale ne ricostruisce vita, opere e aneddoti

Finale. «Il fatto è che io da ragazzo non volevo diventare un Mark Twain, cioè uno che racconta avventure. Non volevo neppure diventare un Tom Sawyer, cioè uno che le avventure le vive a piedi nudi ma col vestitino buono e un pensiero sempre a casa. Io volevo essere Huck Finn, il ragazzo solo, su una zattera in mezzo al grande fiume, di notte». Sta tutta qui l’essenza di Giuseppe Pederiali (1937-2013), scrittore finalese capace di partire dal paese alla ricerca di esperienze e fortuna per poi tornarci con regolarità trovando ispirazione, spunti, amicizie.

Stasera Finale proverà a rendergli omaggio attraverso una prima serata che ambisce ad essere una pietra miliare di un ritrovato legame e unità d’intenti, che sappiano valorizzare la figura di Pederiali e di una cittadina che con tanto orgoglio si vanta per quella nascita così eccellente. Lo farà con la serata “Giuseppe Pederiali. La vita, le opere gli amici e la passione per la sua terra” che si svolgerà all’ex campo Robinson di via Stazione (in caso di maltempo alle scuole medie).


La serata (inizio alle 20.30) partirà con “Il generale Rubino Ventura”, recital con Maria Antonietta Centoducati, Gianni Binelli e Ovidio Bigi. A seguire si terrà la presentazione del numero monografico di “Archivi Finalesi”: 80 pagine in cui la figura di Pederiali viene raccontata attraverso il contributo degli amici, indagata dalle accurate ricerche dello storico Fabio Montella e umanizzata con il contributo della moglie, Ivana Conti che racconterà alcuni aspetti della loro vita insieme. Saranno poi loro, insieme all’assessore alla Cultura, Gianluca Borgatti, a partecipare ad uno speciale incontro, utile a raccontare le ultime scoperte sullo scrittore e giornalista, ma soprattutto importante per dimostrare come Finale abbia ancora tanta voglia di Pederiali e di ciò che può rappresentare per il futuro del paese.

Proprio a testimoniare quell’innato affetto che i finalesi avvertono per il “loro” concittadino ci sono due iniziative collaterali che assumono un valore immateriale specifico: la Pro Loco locale ha organizzato un pranzo presso l’osteria “La Fefa”, che tanto ha significato nella vita di Pederiali. Ma già da alcuni giorni le vetrine dei negozi del centro storico sono state decorate con alcuni delle frasi delle decine di romanzi scritti dall’autore. Un po’ come avviene a Zocca con le canzoni di Vasco, Finale vorrebbe fare con Pederiali, costruendo un percorso di valorizzazione che non può non tenere conto del suo immenso archivio privato.

«Ci sono aspetti e scritti inediti – ammette Fabio Montella – Credo che Finale abbia il dovere di accogliere una prestigiosa documentazione, che posso assicurare essere qualcosa di eccezionale sia per la quantità che per la qualità. Io ho voluto indagare la figura di Pederiali, approfondire anche certi aspetti che erano dati per assodati ma dei quali non trovavo riscontri. Ad esempio: perché scelse di entrare in Marina? Ce lo ha raccontato lui di essere stato marinaio a 17 anni, io ho potuto abbinare quella decisione alla sua enorme necessità di girare il mondo e si vede che in quel momento della sua vita non poteva avere alternative. Lo stesso si può dire della scelta di andarsene a Milano: aveva la percezione che Finale gli stesse stretta; aveva bisogno di qualcosa diverso anche se Finale gli è rimasta nel cuore e a Finale è sempre tornato per ispirarsi e ricambiare l’amore che ora i finalesi nutrono nei suoi confronti».