«Il grande pregio dell’opera di Dante riesce a unire la musica, il canto e la parola»

Dopo il successo a Buk, Federica Cipolli e Stefano Seghedoni pensano di riproporre la performance 

L’intervista

paola ducci


“La commedia che move il sole … e l’altre stelle” è stato il titolo del riuscitissimo evento musicale dedicato a Dante Alighieri andato in scena domenica scorsa nella chiesa di Sant’Agostino a Modena. Lo spettacolo, promosso dall’associazione modenese Mo-Mus e patrocinato dal Comune di Modena, ha unito magistralmente musica, canto lirico e “Commedia” ed è stato proposto come anteprima di Modena Buk Festival 2021, la kermesse della piccola e media editoria italiana che si svolgerà i prossimi19 e 20 giugno al Laboratorio Aperto di Modena.

Un pubblico numerosissimo ed entusiasta, tanto che molte persone purtroppo non sono riuscite a partecipare all’evento (già sold out da settimane), ha applaudito i bravissimi interpreti che hanno dato voce ai versi dell'Alighieri: due nomi noti del cinema e del teatro italiano quali Cesare Bocci, familiare al grande pubblico per il suo ruolo nella fiction “Il commissario Montalbano”, e Daniela Scarlatti, mentre le interpretazioni musicali erano state affidate al soprano Roxana Herrera Diaz e al basso-baritono Lorenzo Barbieri.

“Ascendo”, inedito

di Stefano Seghedoni

Ma la bellezza e il successo dello spettacolo dedicato a Dante lo si deve alla giovane pianista modenese Maestro Federica Cipolli, che, oltre ad aver ideato l’evento ne ha curato la regia e la scelta degli artisti per interpretarne poi dal vivo la parte musicale con il suo tocco sublime e magistrale al pianoforte.

Accanto a lei il maestro Stefano Seghedoni, che per l’occasione ha composto e suonato un brano inedito dal titolo “Ascendo”, simbolo del viaggio del Sommo Poeta che, a settecento anni dalla sua morte, riesce ancora a stupire, ad emozionare e ad incantare le platee di tutto il mondo.

«L’idea dello spettacolo è nata durante il primo lockdown di marzo- ricorda Federica Cipolli- quando per puro spirito di sopravvivenza, vista la paralisi e l’incertezza dei tempi, io e Stefano ci siamo sentiti spinti a creare qualcosa di nuovo che potesse abbracciare più arti: la musica il canto e la parola».

«I settecento anni dalla morte di Dante ci hanno subito ispirati: il viaggio di ascesa verso il paradiso è stato un tema trattato da svariati musicisti anche se spesso in arie non troppo note come quelle di Donizetti, Castelnuovo Tedesco o di Zandonai che abbiamo poi inserito nello spettacolo, ma intanto, quel tempo sospeso è stata l’occasione per leggere integralmente la “Divina Commedia”. Dico leggere, perché anche io, come la maggior parte di noi, a scuola ne aveva lette solo delle parti. Cimentarsi invece nella lettura integrale è stato illuminante e in poco tempo arie musicali per voci liriche e parole di Dante, hanno iniziato ad alternarsi nella mia mente come per magia e da lì la scrittura dello spettacolo».

Il “sommo poeta”

fino all’Empireo

«E più lo spettacolo prendeva forma – continua il maestro Stefano Seghedoni – più la voglia di comporre un brano nuovo ha cominciato ad essere un urgenza dentro di me».

«Così è nato “Ascendo” un pezzo che nell’idea dello spettacolo doveva essere posto alla fine per riassumere un po’ il percorso iniziatico di Dante nei tre regni. Ho chiesto al regista e amico Pierluigi Cassano di scrivere un testo che in tre parti riassumesse quello che è stato il percorso dantesco e ciò che alla fine ne è uscito è stata una composizione tripartita, con un’introduzione, un interludio che si colloca nel passaggio dal purgatorio al paradiso e una coda che riprende l’introduzione».

«Il brano ha un andamento grave e solenne, in continua ascesa musicale che si sublima con una nota finale acuta: è Dante al cospetto dell’Empireo».

Ora agli artisti è stato chiesto di replicare lo spedttacolo, chissà che presto non sarà possibile rivederli all'opera. —

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