«Finalmente torniamo a relazionarci col pubblico»

La gioa del noto fumettista D’Auria autore di Tex Willer e ospite al maxi evento

L’intervista

Fabio D’Auria, oggi fumettista per la Bonelli editore e dalla cui mano nascono personaggi come il famosissimo Tex Willer, sarà tra gli artisti presenti al Modena Nerd. Disegnerà dal vivo, con il pubblico che avrà così la possibilità di guardarlo all’opera e capire i segreti delle sue tecniche.


Quali sensazioni si provano nel ritornare in fiera in presenza?

«C’è un misto di sensazioni ma sicuramente vanno verso la gioia. Gioia nel poter tornare a interagire con le persone, i propri lettori, il pubblico, il vedere una fiera “attiva” che è sicuramente una situazione festosa e anche per il pensiero che pian piano stiamo riuscendo a superare questa pandemia».

Com’è stato quest’ultimo anno per un fumettista?

«A grandi linee la mia vita è cambiata poco, già lavoravo chiuso in casa e avendo tre figli diciamo che ho sofferto di più quando hanno chiuso le scuole in presenza. Di sicuro proprio l’assenza di eventi in presenza è stata una mancanza sentita. Ho appena finito un “Tex color”, uno speciale di Tex (Sergio Bonelli editore) disegnato e colorato da me che uscirà prossimamente».

Come pensa che risponderà il pubblico dopo quest’ultimo anno?

«Leggo sui social una gran voglia di ricominciare, per gli appassionati come lo sono anche io è stato brutto passare 14 mesi senza fiere, senza poter vivere attivamente le proprie passioni. C’è sicuramente del fermento».

Come vive un fumettista un evento come Modena Nerd?

«È una festa, una giostra che racchiude tutte le passioni ludiche in un solo luogo e vi partecipo volentieri. Si è creata una dimensione per poter aggiungere alla festa gli autori di fumetto e illustrazione, valorizzandoli con uno spazio dedicato. Può sembrare strano da sentire ma non tutti gli eventi che riguardano il fumetto danno agli autori la giusta attenzione».

Che rapporto si costruisce con il pubblico?

«Molti sottovalutano l’importanza del rapporto con il pubblico. Per molti l’autore disegna e manda in stampa, il pubblico va in edicola o in fumetteria per comprare e tutto finisce lì. Ma in realtà un disegnatore è anche un libero professionista e relazionarsi col proprio pubblico, o trovarne di nuovo, può essere molto utile oltre che stimolante».

Che cos’è cambiato dopo il Covid?

«Da parte delle fiere un’ovvia maggiore attenzione alla gestione degli spazi. Da parte del pubblico, un’attenzione maggiore alla cura personale. Ma sono felice, sono convinto che sia per tutti noi un passo importante poter tornare a vivere questi eventi in presenza ritrovando anche il contatto umano. Dopo che soprattutto i più giovani hanno passato nell’ultimo anno la maggior parte del tempo a casa. Penso proprio che tra autori, espositori e pubblico si possano passare due bei giorni di festa». —

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