Torna il Festival dei Castelli. La poesia si fa luce nel dialogo con la musica 

Quest’anno il Festival si svolge in due momenti: una versione estiva e l’altra in autunno. Debutto il 10 luglio a Marano 

VIGNOLA Una poesia da vivere, con musica e parole, tra albe e tramonti. Sembra una frase fatta per “épater les bourgeois”, far colpo sulle gente. In verità, tra i tanti eventi che costituiscono, dal 10 luglio al 29 agosto, la prima parte di Poesia Festival, dal tiolo “La luce della poesia”, alcuni si svolgono alle 5.30. Sì, proprio alba. E si crede a questo coraggioso progetto, perché gli amanti del verso e della musica sanno affrontare anche sacrifici. «Quest’anno diamo piena attuazione – dice Roberto Alperoli, direttore di Poesia Festival – ad un’idea che ci balenava da tempo: estendere il festival per un tempo lungo».

Le prime 15 edizioni si sono svolte in una settimana a settembre. Lo scorso anno si è cercato di allungare i tempi degli appuntamenti che, purtroppo, sono stati annullati a causa dell’emergenza sanitaria. «Quest’anno – continua Alperoli -– iniziamo il 10 luglio e finiremo a fine ottobre (la seconda parte dopo il 20 settembre) per cui occupiamo uno spazio più lungo e credo ci sia una dimensione più umana. Questa edizione, la diciassettesima, la possiamo definire visionaria. Alcuni eventi si svolgono al mattino presto, perché la luce dell’alba e del tramonto sollecitano in noi una dimensione di struggimento e di maggiore concentrazione, di accuratezza. Visionario e accurato sono parole che si possono utilizzare anche per la poesia. Andiamo in luoghi che non sono mai stati toccati in 16 anni. Su 16 appuntamenti 11 sono in orari in cui la luce è capace di illuminare quei luoghi fortemente connotati dal punto di vista naturalistico. In questi appuntamenti i poeti sono tutti emiliani e tra musica e parola non ci sarà nessuna interruzione. Sono costruiti nell’identico modo, ci sarà un’associazione di parole e musica. Non sedie e palchi, le persone sono invitate a portare un panno, un cuscino. La luce dell’alba e del tramonto è la luce della poesia e della spiritualità».

Gli eventi si svolgeranno anche in riva al fiume Panaro. E sono stati esplorati gli angoli più insoliti dei Comuni dell’Unione Terre di Castelli e dei Comuni di Modena, Castelfranco e San Cesario. «Abbiamo cercato quei luoghi, dai tratti meravigliosi – evidenzia Umberto Costantini, assessore alla cultura dell’Unione – che appartengono ai cuori di tanti abitanti del nostro territorio: da una vecchia sede a Savignano in cui si faceva il cemento, alle vigne di Castelvetro. Un’occasione di riscoperta e di rinascita». E la musica assumerà anche un ruolo da protagonista. «I musicisti – spiega Andrea Candeli, direttore musicale - provengono da tutta Italia. E’ una vera rassegna concertistica all’interno della poesia. Si stabilisce un rapporto emotivo, anche al servizio della parola. Saranno momenti non legati a teatri, a strutture dove il suono viene distorto. Avremo musica autentica, reale ed emozionante, nella natura. Ci sono concertisti di caratura internazionale, come Andrea Vettoretti, chitarrista. Ascoltarli sarà un piacere». Si inizia sabato 10 giugno, alle 21 a Marano, conversando sul rapporto tra poesia e vita con Alperoli, Alberto Bertoni e Emilio Rentocchini, e con letture di Donatello Allegro. Seguirà un concerto di musica officinalis come sperimentazione di musica antica e musica dei popoli. Il 19 e 20 luglio, sarà ricordato a Vignola, il compianto Marco Santagata, uno dei massimi studiosi di letteratura italiana, il maggiore studioso al mondo di Dante e Petrarca. «È stato anche un nostro carissimo amico, amico del festival, aveva casa a Zocca e ci si incontrava spesso. Abbiamo costruito insieme a lui molte iniziative. Trovo stupido pensare che le persone che muoiono, scompaiano. Questo non è un ricordo ma un modo per tenere Marco con noi. E lo faremo anche nei prossimi anni. È stato un narratore di qualità, E nelle due serate, Manea, Santonastaso, Bucci e Calafiore, accompagnati dal quartetto Farandola, leggeranno “Il Copista”, racconto malinconico e a tratti impietoso di una giornata di Petrarca., in piazza dei Contrari, il luogo scelto insieme dal 2017, per promuovere Petrarca e l’amore per la poesia». Il 27 agosto a Zocca serata dedicata, con David Riondino, a Santagata, autore de “Le donne di Dante”. E di lui offriranno, in una conversazione, un ritratto, Bertoni, Rentocchini e Alperoli che dice: «La sua morte l’ho vissuta come una catastrofe, per la sua grandezza umana». Il programma è vasto e impegna anche giovani poeti. «Bisogna partire – sostiene Valerio Zanni, consigliere di amministrazione della Fondazione di Modena – da queste iniziative per dare una nuova fiducia alle popolazioni. Credo nel ruolo alto della nostra cultura portata anche in luoghi ricchi di tradizioni che possono affascinare tantissimo il pubblico. La musica e la poesia non possono restare in secondo piano, ma devono far parte dell’economia del nostro Paese, se vogliamo tornare a vivere in modo normale». Soddisfatta anche Graziella Nardini, vice presidente della Fondazione di Vignola che, per questa edizione, è produttore, cofinanziatore e coorganizzatore della manifestazione. «Il programma dimostra che non è stato un anno di inattività. L’offerta si è allargata anche in qualità. I luoghi sono anche meno conosciti, ma certamente più suggestivi, come il Santuario della Pieve di Vignola (dove mi sono sposata anni fa), e l’Oratorio di San Michele. Non mancherò alle manifestazioni». La rassegna è sostenuta anche da Hera e Bper Banca, il cui rappresentante Stefano Bonini mette in luce come la Banca dia importanza alla cultura. —

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