Modena. «Si torna a cantare l’opera con un Rigoletto energico e di grande umanità»

Venerdì e domenica un prestigioso appuntamento a Palazzo ducale per gli amanti della lirica L’opera di Giuseppe Verdi diretta da Fabio Sparvoli con un cast di qualità. Biglietti disponibili 

MODENA. Venerdì e domenica alle ore 21 il Cortile d’Onore del palazzo Ducale di Modena sarà la splendida cornice per Il "Rigoletto" di Giuseppe Verdi, l'opera in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave, ispirato al dramma "Le roi s’amuse" di Victor Hugo. La produzione è del Teatro Comunale Pavarotti di Modena. L’opera, le cui prove sono in corso in questi giorni, verrà presentata in un allestimento dell’autunno 2019 curato sempre dal Teatro Comunale per la regia di Fabio Sparvoli, artista attivo a livello internazionale, recentemente applaudito in istituzioni quali il Teatro Colòn di Buenos Aires e il Teatro Regio di Torino. Sparvoli ha scelto un allestimento dalle linee essenziali, un contenitore dove far risaltare le contraddizioni della figura umana così come le aveva messe in musica da Verdi.

«Un Rigoletto diverso – sottolinea così il regista – lontano da tutti quegli stereotipi a cui ci siamo abituati. Ultimamente l’opera verdiana, nei tanti allestimenti, ha subito una connotazione assai manieristica, tanto da perdere le sue caratteristiche essenziali. Addirittura in alcune versioni mi è sembrato di veder il “Gobbo di Notre Dame” e non più quel personaggio che Verdi descriveva solo come "difforme". Quello che ho voluto far riemergere allora nella mia regia – continua Sparvoli - è la straordinaria e sconvolgente umanità di quest’opera e del suo protagonista, togliendo tutte quelle connotazioni fisico-caricaturali al personaggio principale, cercando di riportare l’opera alla sua essenza. La difformità di Rigoletto oggi non può forse essere considerata una difformità mentale o psicologica? E forse il fatto di essere gobbo non può essere solo un mero travestimento ( tutti nell'opera si travestono)? In fondo del passato di questo personaggio non ci è dato sapere nulla: padre? buffone? oppresso? vendicatore?.. In Rigoletto c’è qualcosa di tutto ciò – conclude il regista - ma proprio per questo non riusciamo a esaurire per intero la sua figura. Rigoletto è la prima creatura di Verdi completamente realizzata. Ed è proprio questa mancanza d’identità che mi ha portato a pensare che tutto diventa un mezzo, una pratica, tesi al raggiungimento di una verità personale insita nella ‘rappresentazione attoriale’ del buffone».


La parte di Rigoletto è interpretata dal conosciuto baritono italiano Devid Cecconi anche lui in prova in questi giorni a Palazzo Ducale. «Il pubblico vedrà uno spettacolo con un cast eccezionale per una regia davvero speciale - racconta Cecconi mentre sta ultimando il trucco- già dalle prove di questi giorni si percepisce una bellissima energia sul palco scenico, data finalmente dalla ripartenza. Sono davvero emozionato, è la prima volta che canto un'‘opera intera dopo il lungo stop dettato dalla pandemia e sono felice di farlo in un contesto magico come quello dell’Accademia militare di Modena. Nella mia carriera ho interpretato più volte quest’opera, forse più di 200 volte, al netto di prove generali, Rigoletto è il personaggio per eccellenza per un baritono come me, ma devo dire che questa versione che presenteremo qui è veramente speciale. Questo grazie alla regia di Fabio Sparvoli, per certi aspetti così semplice e "scarna" ma che sa ritrovarne e valorizzarne l’essenza, mettendo in evidenza tutte le emozioni di quest’opera verdiana, che sono infinite. Ci vorrebbero mesi e mesi di preparazione per riuscire a sottolinearle tutte quante! Ma il successo lo si deve anche alla direzione musicale di D’Agostini, che ha fatto una ricerca suoi suoni e sugli accenti molto particolare e infine al cast composto da bravissimi professionisti. Quest’opera verdiana oggi è ancora così attuale e fresca perché parla dell’essere umano e delle sue emozioni- aggiunge Cecconi- che nonostante l’incessante trascorrere del tempo si mantengo sempre le stesse. Vedi l’amore, l’odio, la gelosia e la vendetta. Per me la parte interpretativa più complessa rimane comunque sempre l’ultimo atto – conclude il baritono- perché non c’è nulla di più difficile dell’interpretare il dolore di un padre che perde la figlia e che desidera vendicarsi per la sua morte». I biglietti sono acquistabili on line dal sito del Teatro Comunale. —

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