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Preziosi nel parco della Casa Museo Pavarotti rilegge l’Otello «Gelosia, veleno dell’animo»

È un reading sul dramma shakespeariano accompagnato dal pianista Francesco Libetta

MODENA. All’interno della prima edizione di Musica Maestro!, la rassegna di musica e teatro promossa dalla Fondazione Luciano Pavarotti, in collaborazione con il Teatro Duse di Bologna, questa sera alle 21 andrà in scena presso il parco della Casa Museo Pavarotti “Otello, dalla parte di Cassio”.

È un reading musicale che propone una lettura drammaturgica originale dell’opera lirica e delle vicende umane che la ispirano.


Alessandro Preziosi, accompagnato da Francesco Libetta al pianoforte, sarà la voce recitante che racconterà il dramma shakespeariano messo in scena per la prima volta nel 1604, ricordato come la tragedia della gelosia: mostro che avvelena la mente e il cuore.

La messa in scena del reading nasce dalla collaborazione con AidaStudio Produzioni e Khora teatro ed è distribuito da Elena Marazzita Producer. I biglietti sono ancora disponibili sul circuito vivaticket.com o direttamente in loco.

Alessandro Preziosi che effetto le fa recitare a casa Pavarotti?

«Sono davvero emozionato. Benché non abbia mai avuto l’occasione di conosce personalmente il Maestro, trovo che sia uno dei cardini più ispiranti che le mie orecchie e i miei occhi hanno avuto la fortuna di ascoltare e vedere. Ricordo che finita l’Accademia d’Arte Drammatica a Roma, rimasi a vivere nella capitale per un lungo periodo ed ero in affitto in un appartamento che aveva la filodiffusione in tutte le stanze. Un giorno il proprietario mi fece ascoltare un’aria dalla Bohème, cantata da Pavarotti. Ne rimasi estasiato. La potenza della sua voce, della sua forza mimica, ma soprattutto del senso di grande libertà e gioia che solo lui sapeva trasmettere a chi lo ascoltava, mi colpirono davvero molto. Negli anni ho avuto poi la fortuna di conoscere Nicoletta Mantovani in occasione di un mio spettacolo al Duse di Bologna e lì è nato fin da subito un rapporto di profonda stima reciproca e amicizia».

Parliamo dello spettacolo di stasera. Quali sono gli aspetti più interessanti di questa narrazione con un cambio di punto di vista?

«Cassio è lo strumento che ci permette di fare un ragionamento sull’insensatezza di ciò che spesso muove l’animo umano e determina atti di incontrollata violenza, cattiveria e rancore.. La storia vive di un complesso gioco di contrasti, ambiguità, ribaltamenti: realtà e apparenza, verità e menzogna, fedeltà e odio, luce e ombra si esaltano nello scontro tra i due protagonisti maschili. La gelosia è uno dei sentimenti umani più diabolici che esistano, capace di obnubilare le menti umane e portare a compiere atti di grande follia e slealtà. Noi abbiamo voluto raccontare la tragedia shakespeariana mettendoci dalla parte di Cassio, ovvero di chi, inconsapevolmente, viene travolto dalle menzogne altrui, capaci di infangare, disintegrare la vita di una persona. È una lettura inedita di un dramma di grandi sentimenti, di fulminee e cieche passioni che divampano e consumano gli individui senza scampo».

Un tema, il delitto per gelosia, che continua ad essere estremamente attuale. Ma secondo lei oggi può esistere una via d’uscita per evitare tali tragedie?

«Shakespeare non dà modo di uscire da questa situazione perché, in linea con il suo tempo, ritiene che quella sorta di “angelo cattivo” che c’è nell’individuo debba esaudire il suo corso. Oggi invece non dovrebbe essere così. La nostra società ha una grande responsabilità perché ha tutti gli strumenti affinché tali sentimenti umani non sfocino in tragedia attraverso l’educazione e la diffusione di cultura. Il problema che non sembra essere ancora pronta e gli individui faticano a recepire ed applicare un cambio di mentalità».

Infine una curiosità per i suoi fans: lei è geloso?

«Non mi pare di esserlo per natura. Quando amo sono distratto dalla bellezza dell’amore».