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Concerto a Modena. «Ai Giardini i Route 9 per ritrovare lo spirito jazz anni Cinquanta»

Giulio Vannini presenta l’evento di sabato che celebra i 70 anni del “Club” «Sarà il nostro omaggio a Romolo Grande: pioniere modenese del genere»

Modena. Musica i Giardini ducali di Modena tra musica jazz e celebri colonne sonore di Ennio Morricone e Nino Rota. Si tratta di un’iniziativa parte della rassegna “Giardini d’estate”. Stasera alle 21, infatti, a farla da padrone sarà la musica di Astor Piazzolla attraverso gli strumenti dei Tango Spleen. Sabato, sempre alle 21, sarà invece la volta della storica formazione Route 9, il cui concerto celebrerà il settantesimo anniversario dell’associazione modenese dedicata al jazz. Route 9, già New Emily Jazz Orchestra, suonerà infatti in onore di Romolo Grande, fondatore della prima formazione della band e tra i primi promotori della musica originaria di New Orleans e Dixieland a Modena. Domenica, sempre alle 21, il palco sarà tutto per le indimenticabili colonne sonore dei maestri Ennio Morricone e Nino Rota. Queste tre serate arrivano in coda ad altri cinque appuntamenti organizzati dagli Amici del jazz di Modena presso il Teatro Tempio. Ne abbiamo parlato con Giulio Vannini, anima degli Amici del jazz.


Vannini, cosa ci dobbiamo aspettare in queste serate dedicate ai 70 anni della primo jazz club modenese?


«In particolare, abbiamo voluto omaggiare il grande Romolo Grande. Un incredibile modenese che ha dato vita ai primi vagiti del jazz nostrano, a seguito della Seconda guerra mondiale. È stato lui a dare i natali alla New Emily Jazz Orchestra, la formazione originaria dei Route 9, i quali suoneranno sabato. Da notare che il nome attuale, Route 9, altro non significa che Strada statale 9, ovvero la via Emilia. Parte di questa formazione strumentistica è naturalmente cambiata con il passare del tempo, ma la radice musicale rimane la stessa. Quella strettamente legata al jazz di New Orleans. E Romolo Grande è stato il motore del propagarsi di questo stile a Modena. Durante l’estate abbiamo fatto diverso concerti in tutto il territorio modenese, andando a scoprire anche sottogeneri del jazz, come quello più etnico o sperimentale. Sabato, invece, i Route 9 ci riporteranno alle origini della musica jazz, quella ballabile degli underground statunitensi, costola dello swing d’oltreoceano».

Spesso si sente definire il jazz un genere “nuovo”, quando in realtà è entrato anche all’interno dei repertori di studio di molti conservatori di musica. Per Modena, cos’è il jazz?

«Al conservatorio modenese il jazz non ha ancora trovato casa, purtroppo. Ma è innegabile che molti giovani musicisti, anche nelle nostre zone, scelgano di dedicarsi a questo genere, che risuona nella nostra città appunto da 70 anni. E il nostro obiettivo è proprio questo: creare un circolo dove possano riunirsi giovani musicisti o musicisti più esperti, appassionati e amatori. Perché per noi il jazz è un genere di musica capace di arrivare davvero ovunque. Spesso molte persone sono prevenute nei confronti di questa musica che in realtà nasce proprio come genere ballabile. Basterebbe andare sotto il palco per sentire quanto sia epidermico il ritmo afroamericano del jazz. Poi certo, molti musicisti si sono ispirati al jazz per approfondire linguaggi musicali contemporanei. Ma in questi tre concerti modenesi abbiamo voluto riportare sul palco quella musica jazz della quale ci siamo innamorati a metà degli anni ’50». Spettacoli su prenotazione e con Green Pass. L’ingresso per stasera sarà a pagamento, con un biglietto d’ingresso a 8,50 euro.